"Pitbull dopati e addestrati a uccidere", scoperta una rete di combattimenti clandestini

Sono sei gli indagati, attualmente tutti a piede libero. I cani che venivano destinati ai combattimenti riportavano ferite anche profonde

14 settembre 2026 12:01
"Pitbull dopati e addestrati a uccidere", scoperta una rete di combattimenti clandestini  -
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Gela. Una presunta rete che organizzava combattimenti illegali di pitbull, in città. I poliziotti del commissariato e i carabinieri della sezione operativa antibracconaggio del raggruppamento Cites di Roma e Palermo e del nucleo di Agrigento, con la struttura del Soarda, coordinati dai pm della procura, ne hanno seguito le tracce e sono giunti a monitorare decine di combattimenti. Chi li organizzava sembra scegliesse aree piuttosto isolate o al chiuso. "Abbiamo individuato situazioni molto violente - ha detto il procuratore capo Salvatore Vella - ai combattimenti assistevano anche minorenni. C'erano scommesse concentrate sui combattimenti. Diversi cani sono morti. Abbiamo sequestrato vere e proprie palestre usate per i cani che venivano incattiviti e addestrati uccidendo altri cani. I pitbull venivano dopati". Sono sei gli indagati, attualmente tutti a piede libero. I cani che venivano destinati ai combattimenti riportavano ferite anche profonde. Un elemento che è servito nello sviluppo degli approfondimenti investigativi. I pm della procura, i poliziotti e i carabinieri sono venuti a capo di una presunta, capillare, filiera tutta volta a usare i cani per gli incontri, probabilmente anche concentrando scommesse. Secondo le contestazioni, i contatti venivano finalizzati attraverso applicazioni telefoniche e i video dei combattimenti venivano veicolati proprio con app telefoniche, soprattutto Telegram. "È un fenomeno ancora presente nel territorio che genera gravi conseguenze ai cani", ha detto il comandante Matteo Rovelli del Soarda dei carabinieri. Gli investigatori hanno identificato diversi coinvolti, acquisendo informazioni e immagini. "Si partiva da duemila euro per le scommesse - ha detto il dirigente capo della polizia Emanuele Giunta - abbiamo contezza che fossero coinvolti anche altri territori della provincia di Agrigento, Palermo e fino alla Campania". Il gip del tribunale, intanto, ha provveduto, su richiesta dei pm, a disporre il sequestro preventivo dei cani impiegati negli improvvisati ring dei combattimenti clandestini. L'ipotesi avanzata dagli investigatori è quella di maltrattamenti.

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