"Pieno dialogo con sindaco e alleati", Salinitro: "De Luca? Non si può prescindere da lui per vincere"
De Luca sembra mettere qualche distanza tra Di Stefano, che chiaramente vorrebbe il pieno coinvolgimento del sindaco di Taormina nella coalizione alternativa al centrodestra del presidente della Regione Renato Schifani, e Di Paola, più restio
Gela. Un certo filo rosso amministrativo tra il sindaco Terenziano Di Stefano e il parlamentare Ars, nonché primo cittadino di Taormina, Cateno De Luca, c'è da tempo e non a caso lo stesso Di Stefano spesso richiama il ruolo del leader di “Sud chiama nord”, giunto più volte in città, anche due anni fa quando il suo gruppo fu tra i primi a dare sostegno alla coalizione dell'attuale maggioranza in municipio. Come abbiamo riferito, De Luca e i suoi, la scorsa settimana, nel corso di una convention tenuta a Palermo, hanno dato segnali di apertura in direzione del campo largo progressista, che pochi giorni dopo si è riunito in città ma senza i deluchiani, che hanno già fatto sapere di non essere stati invitati. Proprio De Luca, almeno in questa fase, sembra mettere qualche distanza tra Di Stefano, che chiaramente vorrebbe il pieno coinvolgimento del sindaco di Taormina nella coalizione alternativa al centrodestra del presidente della Regione Renato Schifani, e il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, più restio nel premere il tasto “Sud chiama nord”. “Con il sindaco Di Stefano e con tutti gli altri alleati, non ci sono mai stati problemi di dialogo – dice il referente locale di “Sud chiama nord” Francesco Salinitro – siamo rispettosi del ruolo di tutti gli alleati e degli assessori. Il nostro assessore Filippo Franzone dimostra quale sia lo spirito di abnegazione per migliorare la città, nonostante le difficoltà che non mancano mai”. Salinitro guarda al progetto “Sud chiama nord” e a una possibile collocazione. “Mi pare evidente che la convention della scorsa settimana, aperta anche con immagini di Pio La Torre e di altri grandi siciliani – continua – sia un segnale evidente. Non capisco perché ci siano pezzi del campo largo ancora dubbiosi sul ruolo di De Luca?”. L'esponente deluchiano ritorna su quanto fatto fino a oggi dal leader del partito. “De Luca ha sempre preso in carico situazioni molto difficili a livello amministrativo – sottolinea – ha amministrato comuni in dissesto e ne è uscito garantendo stabilità. L'appello l'ha fatto a tutti i partiti e penso che si debba avere il coraggio di abbandonare gli schemi tradizionali, per il bene della Sicilia e per evitare che la nostra regione continui a essere subalterna agli interessi del nord. Se devo essere onesto, ancora adesso non vedo lo slancio necessario ma anzi c'è chi è convinto che stare nel proprio orticello possa dare esito. Non sarà così, perché questa è la strategia giusta per riconsegnare la Sicilia ai soliti noti. Se si vuole vincere, non si può prescindere da De Luca. Per quanto concerne il sindaco Di Stefano, non mi pare che abbia già preso una posizione precisa. Sicuramente, il suo interesse è collocare Gela in un contesto di sviluppo evitando l'isolamento. Penso faccia bene a valutare e ad attendere prima di una mossa ufficiale”. Una cosa è certa, i deluchiani, nel "modello Gela", si sentono pienamente a loro agio.
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