Strategie

"Partito sindaci" nel centrodestra, patto con De Luca: Di Stefano distante, "non lo capisco"

L'eventuale "avventura" politica di "Sindaci d'Italia", per Di Stefano, sembra finita prima ancora che potesse eventualmente iniziare in maniera ufficiale

27 ottobre 2026 16:00
"Partito sindaci" nel centrodestra, patto con De Luca: Di Stefano distante, "non lo capisco" - De Luca e il sindaco Di Stefano
De Luca e il sindaco Di Stefano
Condividi

Gela. Per alcuni mesi, ha sondato il progetto, politico e soprattutto territoriale, fatto in primis da sindaci per le esigenze pratiche dei cittadini e delle comunità locali, ma nelle ultime settimane il primo cittadino Terenziano Di Stefano sembra aver raffreddato l'iniziale interesse verso l'esperienza di "Sindaci d'Italia", sull'isola "sponsorizzata", tra gli altri, dal presidente Anci Paolo Amenta. In questi giorni, il gruppo del cosiddetto "partito dei sindaci", a Roma, è impegnato nella kermesse "l'Italia dei territori", che di fatto va a formalizzare, salvo sorprese piuttosto inattese, la collocazione nel centrodestra e un patto nazionale con "Sud chiama nord" di Cateno De Luca, in queste ore proprio mattatore alla convention romana, che lui stesso ha voluto dopo l'accordo nazionale stretto con il premier Giorgia Meloni e che lo proietta, a sua volta, nella casa del centrodestra, almeno sul fronte nazionale. Anche oggi, però, De Luca, che in città sostiene Di Stefano e il suo progetto amministrativo (in giunta c'è l'assessore di "Sud chiama nord" Filippo Franzone), ha voluto sottolineare che "in Sicilia mantengo le mani libere e non ho niente a che fare con quel centrodestra". Davanti a uno scenario di questo tipo, nonostante una certa convergenza sui temi e sulle esigenze dei territori che Di Stefano ha sempre manifestato verso De Luca (suo alleato della prima ora due anni fa alle amministrative), il primo cittadino gelese mantiene decisamente le distanze da "Sindaci d'Italia" e dal centrodestra. "È una cosa che non capisco - sottolinea - questa scelta di stare nel centrodestra. Per me, non va bene". Lo aveva subito messo in chiaro ai suoi interlocutori: si poteva andare avanti senza disegnare un'esperienza meramente a traino dei partiti. Così, però, non è stato. Al netto del rapporto politico che in città lega il suo progetto ai deluchiani (difficilmente ci saranno variazioni di sorta), Di Stefano è però parecchio distante dal "partito dei sindaci" declinato in chiave centrodestra. "Rimaniamo la vera anima civica in Sicilia - aggiunge riferendosi al suo gruppo nato con "Una Buona Idea" - la nostra è una connotazione che non cambia. Il progetto è questo e non cambia. Il resto si ferma solo ai propri elettori di appartenenza che ogni tanto si spostano da una parte all'altra. Qui da noi, invece, c'è una base solida civica che è in piedi dal 2018 e va verso i dieci anni e costruiremo percorsi importanti". L'eventuale "avventura" politica di "Sindaci d'Italia", per Di Stefano, sembra finita prima ancora che potesse eventualmente iniziare in maniera ufficiale. Il sindaco continuerà a muoversi lungo il solco del patto politico stretto con gli alleati due anni fa, in un rapporto alla pari con i partiti che lo sostengono, ma senza rinunciare alla bandiera del civismo, senza se e senza ma.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela