Parolin a Catania “Forte legame tra la città e Sant’Agata”

CATANIA (ITALPRESS) – In occasione delle celebrazioni del nono centenario della traslazione da Costantinopoli a Catania delle spoglie di sant’Agata Papa Leone XIV ha nominato il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, Legato Pontificio in

A cura di Redazione Redazione
16 agosto 2026 18:23
Parolin a Catania “Forte legame tra la città e Sant’Agata” -
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CATANIA (ITALPRESS) – In occasione delle celebrazioni del nono centenario della traslazione da Costantinopoli a Catania delle spoglie di sant’Agata Papa Leone XIV ha nominato il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, Legato Pontificio in occasione della “due giorni” della ricorrenza.

Ad accogliere il porporato nella città di Agata è stato l’arcivescovo metropolita Luigi Renna, insieme al presidente della Conferenza episcopale siciliana, Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, il quale ha aperto i solenni festeggiamenti in Cattedrale celebrando la prima Messa nel programma dei riti religiosi.

Il cardinale Pietro Parolin, prima dell’incontro con le autorità civili e militari della provincia catanese, è stato accompagnato dall’arcivescovo Luigi Renna in tutti i luoghi della tradizione cristiana legati al martirio della Vergine, quindi, dopo mezzogiorno il Segretario di Stato Vaticano è stato ricevuto a Palazzo degli Elefanti, dove a fare gli onori di casa sono stati il sindaco Enrico Trantino e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Nastasi.

Il primo cittadino ha fatto dono al porporato di un Elefantino, creato dall’orafo Ugo Lombardo mentre il presidente dell’assise cittadina ha donato il libro-martirologio della Vergine catanese. Al suo arrivo nel salone di Palazzo degli Elefanti, il Segretario di Stato Vaticano ha posto la propria firma nel libro degli illustri ospiti, con una dedica.

Ai doni ricevuti se ne è aggiunto un altro quello del Comitato per i festeggiamenti del 5 Febbraio, presentato dal segretario padre Orazio Bonaccorsi e dal presidente dello stesso comitato Carmelo Grasso. Nella sala giunta si è svolta quindi la seconda parte dell’incontro celebrativo della visita.

Il cerimoniere del Comune ha fatto accomodare il Legato Pontificio nella poltrona al centro del tavolo rettangolare delle autorità, sussurrandogli che si trattava della stessa poltrona nella quale si era seduto Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita in Terra d’Etna nel 1994. “Sono imbarazzato – ha detto il porporato – e personalmente mi auguro che presto vi si possa sedere Sua Santità Leone XIV”.

Prendendo, quindi, la parola il presidente del Consiglio comunale ha evidenziato come “Agata è di Catania e Catania è Agata; tutta la storia cittadina si fonda su questo sinonimo”. “Ho toccato con mano quanto sia forte questo legame fra la città e la sua patrona”, ha detto Parolin.

Nelle scorse settimane, proprio per la valenza mondiale della ricorrenza, Catania ha avanzato la candidatura della festa del 5 Febbraio a patrimonio immateriale dell’Unesco. In questi giorni, poi, a celebrare il nono centenario della Traslazione delle spoglie della Vergine e Martire di Catania, è stato coniato un annullo speciale.

“La vita cristiana – ha detto ancora il cardinale – può animare la vita sociale stimolando quelle che sono le attitudini degli amministratori dei cittadini e io mi auguro che questa compenetrazione possa essere feconda e continuare in quanto ci sono le basi per porlo fare a beneficio della comunità religiosa e di quella civile”, Quindi il porporato ha richiamato le virtù di sant’Agata, ha richiamato ogni uomo e ogni cristiano all’esercizio della bontà e della semplicità. “Tutti – ha detto – dobbiamo essere buoni, perché tutto passa, ma la bontà sarà eterna”. 

Salutando il Legato Pontificio, il sindaco Enzo Trantino ha sottolineato la forte vicinanza della Chiesa alla Città con la nomina dell’arcivescovo Luigi Renna e con la presenza di uno dei suoi più autorevoli esponenti, oggi a Catania. “Che la sua presenza possa accendere oggi – ha detto – il fuoco della speranza” e Pietro Parolin gli ha replicato: “Purchè non sia quello dell’Etna” ed è scoppiato un fragoroso applauso.

Intrattenendosi infine, con i giornalisti il Segretario di Stato Vaticano ha affermato: “Sembra che si stia diffondendo l’odio in tutte le direzioni ma c’è anche e questo vorrei sottolinearlo, c’è una grande attesa di pace e di fraternità. Il fatto che ci sia in tanti Paesi la riscoperta dei valori cristiani e della fede e in particolare dei giovani in alcune nazioni europee, significa proprio questo: si cerca una risposta, che metta fine a questa situazione di conflitto, che invece possa che mira a promuovere la fraternità e la pace”.

-Foto xq4/Italpress-
(ITALPRESS).

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Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 agosto 2026

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