Orchestra Sinfonica Siciliana, il mito di Salomè al Politeama il 29 e 30 maggio

Un programma musicale di grande interesse costruito intorno al mito di Salomè caratterizza i concerti conclusivi della 66ª Stagione della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana

A cura di Redazione Redazione
25 maggio 2026 11:14
Orchestra Sinfonica Siciliana, il mito di Salomè al Politeama il 29 e 30 maggio -
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PALERMO (ITALPRESS) – Un programma musicale di grande interesse costruito intorno al mito di Salomè, tra sensualità, esotismo e fascinazione orientale, caratterizza i concerti conclusivi della 66ª Stagione della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, in programma al Politeama Garibaldi venerdì 29 maggio alle ore 20.30 e sabato 30 maggio alle ore 17.30 affidati a Claire Levacher, direttrice francese di prestigio internazionale, al suo ritorno sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

Un raffinato itinerario musicale tra Otto e Novecento francese e tedesco che mette in dialogo alcune rare pagine sinfoniche ispirate alla figura di Salomè e al mondo orientale, tra danza, teatro musicale e suggestione simbolista. Un percorso che unisce celebri capolavori e rarità assolute, con ben due prime esecuzioni a Palermo.

La serata si apre con due pagine orchestrali tratte da Hérodiade di Jules Massenet, opera composta tra il 1878 e il 1881 e ispirata ai Trois contes di Gustave Flaubert. Dopo il rifiuto iniziale dell’Opéra di Parigi, il lavoro debuttò con enorme successo al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles nel 1881, diventando uno dei titoli più importanti della maturità del compositore francese. In programma figurano le celebri danze dal quarto atto – Les Égyptiennes, Les Babyloniennes, Les Gauloises, Les Phéniciennes e il trascinante Final – nelle quali Massenet alterna eleganza orchestrale, colori orientaleggianti e raffinata invenzione melodica. Completa la selezione dall’opera di Massenet l’Interludio dal terzo atto, pagina di carattere solenne e religioso che introduce la scena ambientata nel tempio sacro.

Il mito di Salomè prosegue con uno dei brani più celebri del teatro musicale del Novecento: la “Danza dei sette veli” tratta dalla Salome di Richard Strauss. Composta nel 1905 a partire dal dramma di Oscar Wilde, l’opera segnò il primo grande trionfo teatrale di Strauss grazie alla forza scandalosa del soggetto e alla modernità del linguaggio musicale. La danza, collocata nel momento culminante dell’opera, accompagna la seduzione di Erode da parte di Salomè e conduce simbolicamente alla richiesta della testa del Battista. La partitura unisce sensualità e tensione drammatica attraverso una scrittura orchestrale visionaria, ricca di colori timbrici, ritmi ossessivi e melodie di gusto orientale.

Accanto a Strauss trova spazio una rarità assoluta come la Salomé op. 100 di Mel Bonis, compositrice francese oggi finalmente riscoperta dopo decenni di oblio. Allieva di César Franck, Massenet e Guiraud al Conservatorio di Parigi, Mélanie-Hélène Bonis fu autrice di una vasta produzione cameristica e pianistica, rimasta però quasi interamente inedita fino agli anni Ottanta del Novecento. La sua Salomé, proposta qui in prima esecuzione a Palermo, nacque originariamente come brano pianistico nel 1909 e solo successivamente fu orchestrata. La composizione delinea il profilo psicologico della protagonista, figura sospesa tra desiderio, inquietudine e destino tragico. La scrittura armonica si sviluppa attraverso continui cambi di tempo e una orchestrazione ricca di sfumature timbriche.

Quindi La tragédie de Salomé op. 50 di Florent Schmitt, anch’essa proposta per la prima volta a Palermo. Composta nel 1907 come balletto per la celebre danzatrice Loïe Fuller su testo del poeta Robert d’Humières, l’opera rappresenta una sorta di risposta “morale” alla tragedia di Wilde: qui Salomè è una giovane innocente, schiacciata dal senso di colpa e dall’orrore per la morte del Battista. Dal balletto originale Schmitt ricavò nel 1909 una Suite sinfonica per grande orchestra, articolata in cinque sezioni. La musica, influenzata dal gusto orientaleggiante di Rimskij-Korsakov e anticipatrice per certi aspetti del Sacre du printemps di Stravinskij, si distingue per una scrittura orchestrale sontuosa, armonie raffinate e una poderosa energia ritmica.

Dalle atmosfere sospese del Prélude e degli Enchantements sur la mer fino alla travolgente Danse des éclairs e alla conclusiva Danse de l’effroi, la partitura costruisce un grande affresco sonoro nel quale sensualità, paura e allucinazione si intrecciano continuamente. Non a caso Igor Stravinskij considerava quest’opera una delle esperienze musicali più esaltanti del suo tempo. Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana salirà Claire Levacher, direttrice francese affermatasi a livello internazionale dopo gli acclamati debutti all’Opéra National de Lyon. Ospite di importanti orchestre europee e asiatiche, ha diretto in sedi prestigiose come il Festival di Bregenz, il Theater an der Wien e l’Opéra du Rhin. Dal 2024 è direttrice principale e consulente artistica della Dalasinfoniettan in Svezia ed è stata insignita dal Ministero della Cultura francese dei titoli di Officier des Arts et des Lettres e Chevalier de la Légion d’Honneur.

– Foto ufficio stampa FOSS –

(ITALPRESS).

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