Omicidio Sequino, difese: "Non furono i Liardo e Raniolo a progettare ed eseguire il delitto"
La procura generale, lo scorso novembre, chiese la condanna dei tre a venticinque anni di detenzione ciascuno
Gela. Non ci sono riscontri, neanche nelle intercettazioni captate dagli investigatori, per ritenere che a uccidere il tassista Domenico Sequino, undici anni fa, furono Nicola Liardo, il figlio Giuseppe Liardo e Salvatore Raniolo. Davanti ai giudici della Corte d'assise d'appello di Caltanissetta, le difese hanno esposto le rispettive conclusioni, respingendo l'impianto accusatorio avanzato dalla procura generale, che lo scorso novembre chiese la condanna dei tre a venticinque anni di detenzione ciascuno. Per l'accusa, fu Nicola Liardo a ordinare l'omicidio e Salvatore Raniolo lo avrebbe eseguito, a pochi passi dalla chiesa Madre, a ridosso delle festività natalizie. Raniolo avrebbe agito insieme a un complice, mai identificato. Per gli investigatori, arrivò in sella a uno scooter e fece fuoco, colpendo alle spalle Sequino. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe da rintracciare in un credito che i Liardo pretendevano da Sequino. Pista che per i difensori non ha mai trovato elementi concreti. Gli imputati hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento. Le difese, con i legali Giacomo Ventura, Davide Limoncello, Flavio Sinatra e Antonio Gagliano, hanno più volte insistito sul contenuto di intercettazioni, per l'accusa decisive nel captare conversazioni nel corso delle quali si farebbe riferimento all'omicidio. I difensori, riportandosi alle perizie tecniche disposte sia in primo sia in secondo grado, sono tornate a sostenere che in quegli audio non ci sarebbe nessun richiamo all'azione di morte. In primo grado, nonostante la richiesta di ergastolo avanzata dall'accusa, la Corte d'assise di Caltanissetta dispose l'assoluzione, poi impugnata dai pm. Per la piena colpevolezza degli imputati ha concluso la parte civile, in rappresentanza dei familiari di Sequino, fin dall'inizio difesi dal legale Salvo Macrì. La Corte ha disposto un rinvio per repliche e in quella sede arriverà anche la decisione.
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