Omicidio Sartania, Cassazione conferma condanna Palmieri: no al ricorso straordinario

Secondo i giudici romani, non ci sono spazi per accogliere il ricorso straordinario

25 luglio 2026 19:00
Omicidio Sartania, Cassazione conferma condanna Palmieri: no al ricorso straordinario  -
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Gela. Per la seconda volta, i giudici della Corte di Cassazione hanno concluso per la responsabilità del cinquantacinquenne Cristoforo Palmieri nell'omicidio, risalente a trentuno anni fa, di Crocifisso Sartania, ucciso nelle campagne di Acate, in provincia di Ragusa, e il cui corpo venne dato alle fiamme. Non è stato accolto il ricorso straordinario, avanzato dai difensori di Palmieri, gli avvocati Cristina Alfieri e Salvatore Pace. Le motivazioni sono state pubblicate. Palmieri, lo scorso anno, era già stato condannato in via definitiva per la vicenda Sartania, con pena a dieci anni di reclusione al pari di un altro imputato Carmelo Curva'. Secondo le accuse, Sartania sarebbe stato portato in una zona molto isolata e lì ucciso perché la sua condotta con l'allora consorte non era giudicata consona. Si sarebbe trattato di una spedizione punitiva conclusasi con l'omicidio e il rogo del corpo per occultare qualsiasi traccia. Per i difensori di Palmieri, però, già i giudici della Corte d'assise d'appello di Catania, che lo gudicarono due volte anche dopo un annullamento con rinvio disposto sempre dalla Cassazione, non avrebbero interpretato in maniera corretta il senso delle dichiarazioni di uno dei collaboratori di giustizia che contribuì a fare chiarezza su quel "cold case", ricostruito ad anni di distanza. Soprattutto quanto raccontato da Rosario Trubia, già ai vertici del gruppo di Cosa nostra gelese e poi diventato collaboratore, per le difese escluderebbe un ruolo diretto di Palmieri nell'omicidio, a maggior ragione se analizzato rispetto alla versione indicata da un altro imputato, a sua volta condannato in via definitiva per questi fatti, Orazio Rolletto. I giudici di Cassazione, davanti al ricorso straordinario, nelle motivazioni scrivono che "in tema di ricorso straordinario, qualora la causa dell'errore non sia identificabile esclusivamente in una fuorviata rappresentazione percettiva e la decisione abbia comunque contenuto valutativo, non è configurabile un errore di fatto, bensì di giudizio, come tale escluso dall'orizzonte del rimedio
previsto dall'art. 625-bis codice procedura penale". Ancora prima sottolineano che "nella sentenza sono compiutamente spiegate le ragioni, corrette o errate qui non rileva, per le quali sono state ritenute credibili
le dichiarazioni di Rolletto (sul quale l'impugnante, dichiaratamente, non si
sofferma) e di Trubia". Secondo i giudici romani, quindi, non ci sono spazi per accogliere il ricorso straordinario. La procura generale ha concluso proprio per respingerlo così come le parti civili (familiari della vittima uccisa nel febbraio del 1995), rappresentate dall'avvocato Carmelo Tuccio. Il percorso processuale scaturito dall'omicidio è stato assai lungo. Il gup del tribunale di Ragusa, in abbreviato, dispose l'assoluzione per Palmieri e Curva'. Decisione poi ribaltata dalla Corte d'assise d'appello catanese, che indicò le condanne, ritenendoli coinvolti nell'omicidio. La Corte di Cassazione intervenne, una prima volta, annullando con rinvio i verdetti. La Corte d'assise d'appello di Catania, però, emise nuovamente condanne, nonostante la richiesta di assoluzione indicata dalla procura generale. Lo scorso anno i giudici romani confermarono per entrambi e adesso, per il solo Palmieri, arriva il no al ricorso straordinario. In primo grado, un altro imputato, Carmelo Palmieri, venne invece assolto, con decisione diventata definitiva.

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