"Non scesi a compromessi con il sistema rifiuti", Scerra: "Pagai prezzo altissimo, non mi piegai"
L'ex consigliere ricorda inoltre che nella sua coalizione, proprio alle amministrative, non volle schierare candidati che potessero avere collegamenti, diretti o indiretti, con la società dei rifiuti
Gela. “Una scelta politica precisa”, così la definisce l'ex consigliere comunale Salvatore Scerra, che due anni fa fu candidato a sindaco, riferendosi alla sua decisione di approfondire, già durante l'esperienza a Palazzo di Città, il sistema rifiuti. Oggi, con l'inchiesta che ha travolto i vertici di Impianti Srr, la società in house che gestisce il sito di Timpazzo, l'ex consigliere ricorda inoltre che nella sua coalizione, proprio alle amministrative, non volle schierare candidati che potessero avere collegamenti, diretti o indiretti, con la società dei rifiuti. “Il tempo, come si dice, è davvero galantuomo. Quattro anni fa fui tra i primi, se non il primo, a denunciare pubblicamente le anomalie nella gestione di Timpazzo. Non lo feci con slogan o post di circostanza, ma con atti, richieste di chiarimenti, audizioni in consiglio comunale e persino con un sopralluogo a sorpresa, da presidente di commissione, direttamente a Timpazzo. Ricordo bene – dice - le critiche ricevute. C'era chi minimizzava, chi mi accusava di creare allarmismo e chi difendeva un sistema che oggi molti fingono di aver sempre contestato. Oggi, a distanza di anni, c'è chi cerca di riscrivere la storia e di accreditarsi come paladino della legalità. Ma la memoria non dovrebbe essere così corta. Le mie denunce sono pubbliche e documentate: basta rileggerle. Rivendico anche un'altra scelta di cui vado fiero: nella mia coalizione non c'era alcun candidato che avesse rapporti diretti o indiretti con la gestione di Impianti Srr. Era una scelta di coerenza, non di convenienza”. Scerra parla di “un prezzo politico altissimo” che pagò proprio per la sua volontà di non scendere a compromessi politici. “Ho pagato un prezzo politico per non essermi piegato, per non aver accettato compromessi o ruoli secondari pur di ritirare la mia candidatura a sindaco. Lo rifarei altre mille volte. Non provo soddisfazione per le vicende che hanno coinvolto persone e istituzioni. Provo però l'orgoglio – conclude - di aver scelto la strada della coerenza, quando era la più difficile. Perché le idee passano, gli incarichi finiscono, ma la credibilità si costruisce con i fatti. I fatti, prima o poi, parlano da soli”.
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