"Nessuna azione utile, manager Asp si dimetta", Di Stefano: "Cirrone Cipolla? Difende il fratello"
La mobilitazione in città va avanti. Il sindaco ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti proprio indirizzata ad Asp
Gela. Il presidio e la mobilitazione in città, per una sanità da potenziare, vanno avanti, a maggior ragione dopo la conferenza provinciale di oggi. "Certo che andremo avanti - dice il sindaco Terenziano Di Stefano - le dimissioni del manager Asp? È una richiesta che non potevo non fare. Dopo quarantacinque giorni di mobilitazione, non vedo alcuna azione straordinaria per rafforzare il personale e i servizi nel nostro nosocomio. Il manager ha dimostrato di non essere in grado ed è giusto chiederne le dimissioni. Ha semplicemente messo in atto azioni ordinarie, adatte ad altri contesti e non a quello di Gela, dove mancano i medici. Non ci sono". Il primo cittadino ha espresso ufficialmente la sua posizione davanti all'assessore regionale Marcello Caruso, presente alla conferenza di Caltanissetta. "Sono stanco di sentire le stesse cose ormai da anni - continua - ai sindaci della provincia chiedo di rimanere uniti, senza farci dividere da promesse o da meri impegni". Di Stefano prende totalmente le distanze dal parlamentare Ars Rosetta Cirrone Cipolla, che ha invece espresso il suo gradimento per quanto fatto dal management Asp per il nosocomio Vittorio Emanuele. "La capisco, con il fratello direttore sanitario del nostro ospedale - dice inoltre il sindaco - è in difficoltà e deve necessariamente difendere l'indifendibile. La invito a venire ogni giorno nel nostro ospedale per capire quello che accade. Come si fa, da parlamentare regionale, a non spendere neanche una parola su un presidio che va avanti da quarantacinque giorni ed è portato avanti da un'intera amministrazione comunale?". Il sindaco ha formalizzato, già ieri, una richiesta di accesso agli atti, per conseguire dati che confluiranno in una successiva ordinanza, proprio in materia di sanità cittadina.
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