Emergenza Iacp, sgombero coatto e tensioni in via Attica

Da settimane, gli occupanti degli alloggi Iacp chiedono una regolarizzazione dopo anni di presenza negli immobili.

A cura di Redazione Redazione
15 settembre 2026 10:03
Emergenza Iacp, sgombero  coatto e tensioni in via Attica - Lo sgombero in via Attica
Lo sgombero in via Attica
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Gela. Uno spiegamento di forze notevole, anche con la presenza di polizia e carabinieri, è stato necessario per eseguire un nuovo sgombero nelle palazzine popolari Iacp. Questa mattina, le operazioni sono andate avanti in via Attica. Una famiglia che viveva in uno degli alloggi, dopo averlo occupato, ha dovuto lasciarlo. Da settimane, gli occupanti degli alloggi Iacp chiedono una regolarizzazione dopo anni di presenza negli immobili. Il sindaco Terenziano Di Stefano li ha incontrati e ha preso parte a confronti in prefettura. Le norme e i provvedimenti giudiziari però non ammettono deroghe e sarebbe necessario un intervento legislativo per superare i vincoli temporali previsti. La Cgil rinnova l'appello per un tavolo sulla questione. "Si è svolta a Gela un’assemblea con alcuni cittadini che occupano senza titolo alloggi pubblici e che hanno chiesto al Sunia un confronto sulla propria condizione abitativa. All’incontro hanno partecipato, Iside Licata del Sunia, Francesco Cosca, coordinatore della Camera del Lavoro Cgil, Nuccio Corallo, segretario confederale Cgil Caltanissetta, e Luca Pulici, segretario provinciale Filcams Caltanissetta. La posizione di Sunia e Cgil è netta: nessuna giustificazione alle occupazioni abusive e nessuna sanatoria indiscriminata. Il rispetto delle regole è imprescindibile. Ma la legalità deve valere per tutti e non può esaurirsi nel momento dello sgombero.
Nel corso dell’incontro abbiamo potuto constatare anche condizioni degli immobili che richiedono attenzione e interventi manutentivi. Il tema, dunque, non riguarda soltanto le responsabilità di chi occupa senza titolo, ma anche quelle delle istituzioni chiamate a gestire, recuperare e mantenere in condizioni dignitose il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. È questo uno dei nodi più generali dell’emergenza abitativa siciliana: mentre cresce il numero delle famiglie che faticano ad accedere a una casa a costi sostenibili, una parte del patrimonio pubblico rimane inutilizzata, degradata o necessita di interventi di recupero. La casa deve tornare a essere considerata un’infrastruttura sociale essenziale e il patrimonio di edilizia pubblica una risorsa pubblica da governare con efficienza, trasparenza e responsabilità. Chiediamo un incontro al Comune di Gela, alla Regione Siciliana e allo Iacp di Caltanissetta. Una richiesta alla quale attendiamo ancora risposta.
Chiediamo che il tavolo venga convocato rapidamente per effettuare una ricognizione trasparente delle occupazioni senza titolo, delle condizioni sociali e familiari delle persone coinvolte, dello stato degli immobili e, più complessivamente, del patrimonio pubblico disponibile, inutilizzato o da recuperare. All’interno di questo percorso dovrà essere verificata, caso per caso e nel rigoroso rispetto della normativa vigente, l’eventuale esistenza dei presupposti per ricondurre nella legalità le situazioni che la legge consente di regolarizzare. Per le condizioni di particolare fragilità sociale nelle quali ciò non sia possibile, occorre evitare che lo sgombero si traduca semplicemente nello spostamento dell’emergenza da un luogo a un altro, individuando preventivamente soluzioni socialmente sostenibili.Non chiediamo privilegi né scorciatoie. Chiediamo regole certe, trasparenza, recupero del patrimonio pubblico e assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte", fanno sapere i sindacalisti in una nota.

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