Aggredì un altro stiddaro per uno sgarro, condanna a Cavallo e ad altri due coinvolti
Lo colpi' più volte a testate e con diversi pugni. Lo ha ammesso lo stesso Giuseppe Cavallo, da due anni collaboratore di giustizia
Gela. È stato lui stesso, durante la deposizione, ad autoaccusarsi. Il collaboratore di giustizia Giuseppe Cavallo, già al vertice del gruppo stiddaro, ha ammesso di aver aggredito un altro affiliato, perché ebbe un atteggiamento non consono nei confronti della sorella. Lo colpi' più volte a testate e con diversi pugni. Una vicenda che per il collaboratore si è chiusa con la condanna a un anno e sei mesi, pronunciata a conclusione del procedimento a suo carico dal giudice Antonio Fiorenza. Il collaboratore è assistito dall'avvocato Angelo Tornabene. Cavallo ha indicato la presenza di altri due imputati, il fratello Salvatore Cavallo e Nunzio Parisi, che lavorava insieme a loro nell'allevamento di famiglia. Per Salvatore Cavallo la condanna decisa è a otto mesi, con pena sospesa. Per Parisi, con il riconoscimento delle aggravanti, è stata disposta la condanna a due anni. Entrambi, difesi dall'avvocato Davide Limoncello, hanno escluso di aver preso parte all'aggressione né avrebbero saputo quali fossero le intenzioni di Giuseppe Cavallo. Hanno riferito di averlo solo accompagnato perché, quel giorno, si trovava insieme a loro nell'allevamento. L’aggredito aveva già rimesso la querela.
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