Sgomberi Iacp, aumentano rabbia e preoccupazione: famiglie in municipio

Il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Valeria Caci, nonostante le tante difficoltà causate dalla condizione delle famiglie, hanno spiegato che giovedì saranno in Regione per affrontare proprio la vicenda degli alloggi Iacp

15 settembre 2026 18:11
Sgomberi Iacp, aumentano rabbia e preoccupazione: famiglie in municipio - Il confronto tra il sindaco e gli occupanti
Il confronto tra il sindaco e gli occupanti
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Gela. Tensione e preoccupazione sono ormai oltre i livelli di soglia per le famiglie che occupano gli immobili Iacp. Dopo lo sgombero di questa mattina in via Attica, con un'intera famiglia finita fuori casa insieme a bambini anche di pochi mesi, un gruppo di occupanti, nel pomeriggio, è arrivato in municipio. Il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Valeria Caci, nonostante le tante difficoltà causate dalla condizione delle famiglie, hanno spiegato che giovedì saranno in Regione per affrontare proprio la vicenda degli alloggi Iacp. Si tenterà una mediazione molto difficile mentre gli occupanti chiedono solo la messa in regola. Perdere la casa è lo spettro che si allunga su tutte le famiglie che hanno occupato, soprattutto negli ultimi anni. Una soluzione normativa sarebbe quella auspicabile ma non ci sono passi in avanti in questa direzione.

Uno degli occupanti ha scritto una lettera aperta al sindaco che pubblichiamo.

"Sono un padre di famiglia sono di Gela e sono padre di due bambine piccole. Oggi non ho una casa regolare dove farle crescere con dignità. Dormiamo in una situazione precaria e ogni giorno mi chiedo: che futuro sto dando alle mie figlie senza un tetto sicuro sopra la testa? Non chiedo carità. Chiedo solo di potermi mettere in regola, come tutti. Ho sempre vissuto a Gela. Lavoro come posso, mi arrangio, ma per le mie figlie voglio di più. Voglio pagare l'affitto, voglio rispettare le regole. Voglio che le mie bambine, possano dire "questa è casa nostra" e andare a scuola tranquille, senza la paura di dover andare via da un giorno all'altro. Vi chiedo con tutto il cuore di poter regolarizzare la mia posizione per le case popolari. Ho due figlie che mi guardano e mi chiedono "Papà, perché sei triste?" e io non so più cosa rispondergli. Confido nella vostra umanità e nel vostro ruolo di Sindaco di tutti, anche di chi come me è in difficoltà. Resto in attesa di un vostro riscontro, anche solo per un appuntamento. Con rispetto e speranza".

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