Presunte irregolarità nello smaltimento del percolato, i controlli Arpa al compostaggio: cinque a processo

Uno dei tecnici Arpa che effettuò accertamenti a Brucazzi è stato sentito, in qualità di testimone, nel corso del dibattimento. Ha ripercorso l'attività condotta ormai cinque anni fa

14 settembre 2026 20:41
Presunte irregolarità nello smaltimento del percolato, i controlli Arpa al compostaggio: cinque a processo - Il sistema di compostaggio a Brucazzi
Il sistema di compostaggio a Brucazzi
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Gela. L'ipotesi d'accusa, avallata dalle conclusioni tecniche fornite dagli operatori Arpa e dai carabinieri del Noe, ricostruisce un presunto sistema irregolare nello smaltimento del percolato nell'area dell'Ato Cl2 in liquidazione, a Brucazzi, dove è presente l'impianto di compostaggio dei rifiuti, ormai non più a regime proprio dalla fase dell'inchiesta che condusse al sequestro, successivamente revocato. Per quei fatti, davanti al giudice Fabrizio Giannola, sono a processo l'attuale commissario Ato Giuseppe Lucisano, il responsabile tecnico Giuseppe Messina e i riferimenti della società Progitec, che allora si occupava della gestione, Giuseppe Sarpi, Giacomo La Piana e Angelo La Piana. Uno dei tecnici Arpa che effettuò accertamenti a Brucazzi è stato sentito, in qualità di testimone, nel corso del dibattimento. Ha ripercorso l'attività condotta ormai cinque anni fa, indicando una successiva relazione riassuntiva. Le presunte irregolarità sarebbero emerse dall'analisi del contenuto di uno dei pozzetti ricavati per la gestione delle acque meteoriche. Stando alle conclusioni di Arpa, in quei pozzetti affluiva invece percolato poi smaltito attraverso la linea delle acque bianche. Durante i controlli fu notato, inoltre, come ha riferito il responsabile Arpa, un tubo che collegava uno dei silos a un pozzetto. Ci sarebbe stato, quindi, stando alla procura (in aula con il pm Pamela Cellura), uno smaltimento irregolare del percolato. Le verifiche partirono – così è stato riferito in aula – da un esposto. Per le difese degli imputati, l'attenzione andrebbe spostata sull'insediamento industriale a ridosso dell'area dell'Ato Cl2. Non si esclude infatti che quegli sversamenti non siano collegati al ciclo Ato ma a quello di un altro insediamento presente nella stessa zona, a poca distanza. In fase di indagine e in incidente probatorio, ci furono perizie tecniche che conclusero per l'assenza di contaminazione ambientale. Tutti gli imputati, attraverso le difese, hanno sempre negato irregolarità o gestioni tecniche del sistema di compostaggio difformi da quelle dettate dalle norme in materia. In aula, per altri testimoni da sentire, si tornerà a marzo del prossimo anno.

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