Gela. Con la giunta nuovamente al completo e nella prospettiva di tante priorità da finalizzare prima possibile, il sindaco Terenziano Di Stefano uno sguardo deve darlo ai risvolti politici, seppur non attirino tutta la sua attenzione. L’ingresso nel governo cittadino del neo assessore Romina Morselli, in quota M5s, ha chiuso la fase di riassetto ma pare aver innescato malumori, più o meno sopiti, tra le fila dem. Gli esponenti del Pd, come ha confermato il commissario Giuseppe Arancio, avrebbero preferito attendere per eventuali aggiustamenti, rinviando a dopo l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato, ritenuta tappa essenziale per l’amministrazione. I democratici, non a caso, non hanno alcuna intenzione di accelerare per la vicesindacatura, che difficilmente avrà colori diversi dai loro. Il ritorno in Comune di Morselli, come abbiamo riferito, ha fatto calare un clima glaciale nelle fila del Pd. I dem non hanno partecipato all’insediamento dell’assessore né erano presenti, in consiglio comunale, quando Morselli si è di fatto presentata all’aula. “Nessuno può lamentarsi sul piano della rappresentanza – dice il sindaco – anche il Pd ha un ruolo pieno nella nostra amministrazione. Dobbiamo lavorare uniti, evitando i personalismi e gli steccati. Lo dirò anche sabato”. Il primo cittadino è atteso dagli stati generali dei progressisti e dei civici, convocati, anche con l’obiettivo delle provinciali, proprio sabato. Del resto, potrebbe essere lui il candidato del “modello Gela” per la presidenza della Provincia. “Gela è uno dei pochi bastioni dell’area moderata del centrosinistra – continua Di Stefano – dobbiamo essere compatti se vogliamo incidere. Se dovessero prevalere i personalismi, allora si rischia che il centrodestra possa governare all’infinito”. Nonostante le tante ipotesi che si sono susseguite, sulla scia degli accordi elettorali, il capo dell’amministrazione ha spiegato che il cerchio intorno alla sua giunta è chiuso. Non ci saranno altri innesti.
“Da ora in poi dobbiamo pensare solo a lavorare e a proseguire lungo la strada già intrapresa – precisa – guarderò esclusivamente al lavoro di ognuno e non ai nomi o ai partiti. Sono una persona molto paziente. Per quanto riguarda il Pd, è capitato che erano assenti all’insediamento del nuovo assessore e poi durante il suo intervento in consiglio comunale. Sono cose che accadono, magari pure in altri Comuni. Adesso, dobbiamo andare avanti e lavorare. Altrimenti, si vedrà diversamente. Facciamo parte della stessa famiglia, della stessa squadra. Dobbiamo affrontare insieme i problemi della città”. I dirigenti del Pd non hanno inaugurato l’Aventino. I consiglieri e gli assessori del partito sono pienamente coinvolti nei processi amministrativi e decisionali. Il rapporto con il sindaco e con gli alleati non è mai sceso sotto soglia. La nomina di Morselli ha però fatto alzare il livello dell’allerta politica, tra i democratici. Di Stefano vuole compattare e andare avanti con tutti gli alleati, purché ce ne siano le condizioni.