Morte Romano, appello bis: assolti manager Eni e bioraffineria, pene rideterminate per altri imputati

Quattordici anni fa l'incidente mortale. Riconosciuta responsabilità di altre due società

23 febbraio 2026 20:50
Morte Romano, appello bis: assolti manager Eni e bioraffineria, pene rideterminate per altri imputati -
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Gela. Morì quattordici anni fa, schiacciato da un tubo da otto tonnellate staccatosi da una catasta, nell'area della radice pontile del sito Eni. Per l'operaio trentenne Francesco Romano non ci fu nulla da fare. Oggi, i giudici della Corte d'appello di Caltanissetta, nel procedimento bis, hanno disposto l'assoluzione per uno degli allora manager Eni, Bernardo Casa, e ancora per Fabrizio Zanerolli e per la società Bioraffineria (inizialmente gravata da responsabilità amministrativa). La Cassazione dispose l'annullamento con rinvio per le loro posizioni. Sono state rideterminate le pene invece per altri imputati. Per loro, la pronuncia della Cassazione statuì la responsabilità ma indicò l'esigenza di rivedere l'entità delle condanne. Cinque mesi e quindici giorni a Nicola Carrera, Marco Morelli, Sandro Iengo, Serafino Tuccio e Rocco Fisci. Cinque mesi per Mario Giandomenico e quattro mesi a Salvatore Marotta. E' stata dichiarata infine la responsabilità per le due società che erano nel giudizio, la Sgs Sertec (con il legale Ornella Crapanzano) e la Cosmi sud, azienda alle cui dipendenze lavorava Romano quando avvenne l'incidente mortale. I legali di entrambe le società si rivolgeranno nuovamente alla Corte di Cassazione, facendo leva su quanto era già stato disposto e ritenendo non sussitere elementi a carico delle società. Le motivazioni verranno depositate nel termine di novanta giorni. La moglie di Romano, nell'interesse delle due figlie, ha seguito fin dall'inizio i vari gradi del procedimento, come parte civile assistita dal legale Salvo Macrì. Tra i difensori degli imputati, gli avvocati Carlo Autru Ryolo, Giacomo Ventura, Gualtiero Cataldo, Giovanni Dallera, Dario Bolognesi, Antonio Gagliano e Antonio Raffo.

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