Morì dopo vaccinazione Covid, atti caso Guzzo in commissione parlamentare: l'avvocato Messina in audizione

Verranno valutati gli atti del caso Guzzo insieme a quelli di altre vicende analoghe, in quel periodo verificatesi in Italia. L'avvocato Valerio Messina, che assiste i familiari, ha più volte relazionato per la commissione d'inchiesta ed è stato audito

30 aprile 2026 16:27
Morì dopo vaccinazione Covid, atti caso Guzzo in commissione parlamentare: l'avvocato Messina in audizione - L'avvocato Valerio Messina durante l'audizione in commissione
L'avvocato Valerio Messina durante l'audizione in commissione
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Gela. La vicenda, diventata giudiziaria, dell'insegnante trentasettenne Zelia Guzzo, morta cinque anni fa durante l'emergenza Covid e subito dopo la vaccinazione, arriva sui tavoli della commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria da Covid. Sono stati acquisiti i fascicoli sia del procedimento penale sia di quello civile. Il primo, nonostante il riconoscimento del nesso tra il decesso dell'insegnante e il vaccino Astrazeneca, si è concluso con un'archiviazione. Il secondo, invece, è ancora in corso e a inizio aprile si è tenuta l'ultima udienza: la decisione del giudice della sezione civile del tribunale dovrebbe arrivare entro l'estate. La commissione, presieduta dal senatore Marco Lisei, intende approfondire ulteriormente proprio l'aspetto dei vaccini e delle conseguenze generate. Verranno valutati gli atti del caso Guzzo insieme a quelli di altre vicende analoghe, in quel periodo verificatesi in Italia. L'avvocato Valerio Messina, che si occupa dei procedimenti sulla morte dell'insegnante, assistendo i familiari, collabora con la commissione d'inchiesta. Ha relazionato più volte, su richiesta dei parlamentari, e a fine marzo è stato in audizione. La sua disamina è stata accurata, soffermandosi proprio sul nesso tra la vaccinazione e gli effetti generati, nel caso Guzzo e non solo. “Con la famiglia Guzzo – spiega Messina – siamo stati i primi in Italia a ottenere un riconoscimento, penale, del nesso tra la morte e il vaccino iniettato, seppur sia stata poi decisa l'archiviazione per mancanza dell'elemento soggettivo del reato. Abbiamo ottenuto, anche in quel caso primi in Italia, un indennizzo in sede amministrativa, sempre con il riconoscimento del nesso. Adesso, dopo un procedimento civile che va avanti da quattro anni e con una ctu che ha confermato il nesso, attendiamo la decisione del magistrato”. L'avvocato Messina è l'unico legale, fino a oggi, a essere stato audito dalla commissione d'inchiesta, su punti giuridici. L'attività dei parlamentari prese il via inizialmente soprattutto per approfondire gli aspetti della gestione dell'emergenza Covid. Messina ha confermato, davanti alla commissione, che nella vicenda Guzzo “l'omissione appare tanto più grave se si considera che il rischio non era affatto sconosciuto allo stato della scienza all'1 marzo 2021. L'argomentazione si basa su una catena di evidenze scientifiche e segnali di farmacovigilanza che il produttore non poteva ignorare”. Ha fatto richiamo a casi verificatisi in Italia e non solo. “Durante gli stessi studi di Fase III del vaccino Vaxzevria, AstraZeneca aveva registrato tra gli eventi avversi di speciale interesse (Aesi) quattro casi di eventi trombotici, tromboembolici e neurovascolari su 12.021 vaccinati, tra cui un'embolia polmonare e uno stroke ischemico”, ha riportato il legale pure nella sua relazione tecnica. Se, quindi, c'è stato il riconoscimento del nesso tra vaccino e vari decessi, anche ai fini dell'indennizzo, è però mancato il passo ulteriore della rilevanza penale o civile. “Si è così creato un paradosso: lo Stato, da un lato, riconosce il danno e il nesso causale ai fini solidaristici dell'indennizzo, ma, dall'altro, non riesce a individuare un responsabile sul piano della giustizia ordinaria, civile o penale. Questo lascia le famiglie delle vittime con un senso di giustizia incompiuta”, ha precisato Messina. Secondo il legale, come riportato nella relazione e come riferito in sede parlamentare, “l'azione civile intrapresa mira a colmare quel vuoto di responsabilità lasciato dalle archiviazioni in sede penale, chiamando direttamente in causa il produttore per le sue omissioni. Si chiede non solo un risarcimento per il danno terminale patito dalla vittima, per la straziante perdita del rapporto parentale subita dai familiari e per il danno patrimoniale conseguente, ma anche l'affermazione di un principio di giustizia che vada oltre il mero indennizzo e riconosca la piena responsabilità di chi, pur essendo a conoscenza di rischi gravi, non ha fatto tutto il possibile per evitarne le tragiche conseguenze”.

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