Mobilitazione sanità e non solo, alleati sempre più distanti dagli autonomisti dell'Mpa

Da oltre un anno, dopo le elezioni provinciali che videro il supporto Mpa al centrodestra nonostante la corsa di Di Stefano, tra lombardiani e alleati la fiducia reciproca non è ai massimi. Le parole del consigliere Mpa Lupo fanno discutere

26 agosto 2026 20:38
Mobilitazione sanità e non solo, alleati sempre più distanti dagli autonomisti dell'Mpa - Il sindaco Terenziano Di Stefano insieme agli alleati
Il sindaco Terenziano Di Stefano insieme agli alleati
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Gela. Le parole d'ordine, in queste settimane, non appartengono al gergo dell'agone politico quanto a quello delle priorità per la città, partendo dalla mobilitazione per il potenziamento della sanità locale, giunta al venticinquesimo giorno. Però, soprattutto all'indomani della visita istituzionale dell'assessore regionale alla salute Marcello Caruso e alla scelta del sindaco Terenziano Di Stefano e della sua amministrazione di andare avanti con il presidio allestito davanti al nosocomio di Caposoprano, che ci siano posizioni non unitarie nella maggioranza è abbastanza evidente. Ancora una volta, le parole arrivate da esponenti Mpa, nel caso di specie il consigliere comunale del partito Lucia Lupo, hanno fatto calare il gelo tra gli alleati. Lupo, che per "impegni familiari" non ha mai preso parte al presidio, ha alzato il muro verso forme di protesta mantenute più per una sorta di rendita politica e di immagine, "dobbiamo evitare che il sit-in diventi una gara tra partiti per stabilire chi sia più presente, chi abbia fatto più fotografie o chi possa mettere il proprio cappello politico sulla protesta", ha detto. Nessun riferimento diretto ma il rimando naturale è a partiti che al presidio ci sono dal primo giorno (dal Movimento cinquestelle al Pd e fino ai civici del sindaco Di Stefano) e ai loro riferimenti di punta: dai deputati regionali a quelli nazionali. L'Mpa, fin dall'avvio della mobilitazione, nonostante una partecipazione abbastanza attiva dell'assessore del partito Valeria Caci, ha battuto sentieri diversi da quello del banchetto e della critica aspra concentrata intorno al governo regionale (del quale fa parte a Palermo) e al management Asp. Sono percorsi diametralmente differenti e non a caso ieri, al presidio, quando Di Stefano e gli alleati hanno deciso di andare avanti con la presenza davanti all'ospedale, almeno fino al prossimo 25 settembre quando l'assessore Caruso ha preannunciato che sarà in città, gli autonomisti non c'erano. Quelle del consigliere lombardiano Lupo sono considerazioni che, sul versante politico, si pongono quasi come uno sfogo in direzione degli occhi puntati dagli alleati, proprio per l'assenza generale degli autonomisti al presidio (ad eccezione dell'assessore Caci che nelle ultime due settimane ha comunque cadenzato abbastanza il suo impegno al banchetto per le firme). In giornata, nessuno degli alleati del primo cittadino ha replicato a Lupo, probabilmente per evitare di distogliere l'attenzione dalla vertenza principale, quella per una sanità finalmente potenziata. Qualcuno ha fatto notare al sindaco la mossa dei lombardiani. Ormai da oltre un anno, dopo le elezioni provinciali che videro il supporto Mpa al centrodestra nonostante la candidatura alla presidenza di Di Stefano, tra lombardiani e alleati la fiducia reciproca non è ai massimi livelli. È probabile che pure questo possa essere tra i fattori che il sindaco valuterà quando, a settembre (o comunque entro fine anno) sarà chiamato a una verifica non di routine.

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