Minacce di morte e rogo nell'abitazione dell'assessore Di Dio, chiuse indagini su un intero nucleo familiare

L'attenzione degli investigatori si è concentrata su ulteriori fatti che hanno toccato direttamente l'assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Di Dio, che insieme alla famiglia vive in via Lipari

25 agosto 2026 21:00
Minacce di morte e rogo nell'abitazione dell'assessore Di Dio, chiuse indagini su un intero nucleo familiare - L'area esterna dell'abitazione di Di Dio danneggiata dal fuoco
L'area esterna dell'abitazione di Di Dio danneggiata dal fuoco
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Gela. Gli episodi intimidatori e di violenza in via Lipari, negli scorsi mesi ricostruiti dai pm della procura e dai poliziotti del commissariato, continuano a trovare un seguito giudiziario. A inizio luglio, è arrivata la condanna per i fratelli Antonio Campanaro e Alessandro Campanaro, giudicati colpevoli, in abbreviato, dell'aggressione agli agenti della polizia di Stato e della polizia locale che lo scorso aprile erano intervenuti nei pressi della loro abitazione per sgomberare un'area trasformata in rimessa abusiva di materiali di vario tipo. La procura ha chiuso le indagini in un altro filone. Gli stessi fratelli Campanaro e il padre, Salvatore Campanaro, devono rispondere del deposito abusivo dei materiali. Il padre dei due giovani, inoltre, è accusato a sua volta di aver aggredito e minacciato gli agenti di polizia intervenuti. L'attenzione degli investigatori si è concentrata su ulteriori fatti che hanno toccato direttamente l'assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Di Dio, che insieme alla famiglia vive in via Lipari. Alessandro Campanaro, per gli investigatori, lo avrebbe minacciato di morte e si sarebbe rivolto pure a una familiare dell'esponente dell'amministrazione Di Stefano. Di Dio sarebbe stato preso di mira dalla famiglia Campanaro perché ritenuto responsabile di aver chiesto la rimozione delle masserizie depositate. Sempre dallo stesso nucleo familiare, per gli investigatori, sarebbe arrivata l'azione di fuoco che danneggiò l'area esterna dell'abitazione dell'assessore. In questo caso, per gli inquirenti, ad agire sarebbe stata la madre dei fratelli Campanaro, a sua volta pronta alla presunta ritorsione. I coinvolti sono difesi dall'avvocato Davide Limoncello. L'attività di indagine è stata condotta dai poliziotti coordinati dal procuratore capo Salvatore Vella e dal sostituto procuratore Lucia Caroselli.

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