Minacce a un esercente e la pretesa di soldi, l'ombra della stidda: chieste condanne

Ci sarebbero state pesanti minacce e un'aggressione

28 gennaio 2026 21:15
Minacce a un esercente e la pretesa di soldi, l'ombra della stidda: chieste condanne -
Condividi

Gela. Per i pm della Dda di Caltanissetta, gli stiddari intervennero allo scopo di minacciare e pretendere soldi da un esercente di fiori, con attività anche nell'area del cimitero Farello. A conclusione della requisitoria, dodici anni di reclusione sono stati chiesti per la posizione di Orazio Manfrè, a sua volta esercente nel settore della vendita dei fiori, e Paolo Franco Portelli. Undici anni, invece, per Salvatore Cavallo e Saverio Susino. Sette anni, infine, per Rocco Ciaramella. L'indagine, condotta dalla polizia, portò a ricostruire l'intervento di esponenti ritenuti vicini alla stidda a supporto di Manfrè, che intanto voleva risolvere una contesa aperta, nel settore dei fiori, con un parente che gestisce altre attività. Una rivalità commerciale ma non solo, secondo gli investigatori. Ci sarebbero state pesanti minacce e un'aggressione a danno del rivale di Manfrè, proprio con l'intervento degli altri imputati, che avrebbero fatto pesare la loro appartenenza al gruppo stiddaro. Una ricostruzione che le difese, con i legali Flavio Sinatra, Davide Limoncello, Cristina Alfieri, Carmelo Tuccio e Giuseppe Passarello, hanno fortemente messo in discussione durante l'istruttoria dibattimentale, facendo leva su versioni discordanti fornite da chi sarebbe stato minacciato, pure all'interno della propria attività commerciale. Nel corso della prossima udienza, toccherà alle difese esporre le rispettive conclusioni, davanti al collegio penale del tribunale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela