Gas nelle coste locali, ok ministero a pozzo "Gemini": "C'è compatibilità ambientale"
Il sì ministeriale permette il passaggio dalla fase di esplorazione a quella di messa in produzione del campo a mare "Gemini"
Gela. L'area costiera locale, progressivamente, si trasforma in un polo per l'estrazione del gas. Il ministero dell'ambiente, attraverso la direzione generale valutazioni ambientali, ha rilasciato l'ok al progetto "Gemini 1", che ha come capofila Enimed. Dopo il consistente investimento per l'avvio dei campi estrattivi "Argo-Cassiopea", in piena produzione, ci sarà un rafforzamento dei quantitativi da estrarre, proprio con il nuovo pozzo "Gemini". Il ministero ha rilasciato il decreto che riconosce la compatibilità ambientale. Il nuovo pozzo a mare rientra nella stessa concessione di "Argo-Cassiopea" e l'accelerata c'è stata dopo lo stop al Pitesai, che aveva invece ridotto le autorizzazioni per nuove estrazioni in mare. Il parere favorevole è arrivato pure dalla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via-Vas. A seguire, c'è stato l'assenso dell'assessorato regionale dei beni culturali. "Gemini" è stato individuato e perforato in un'area, a mare, tra Gela e Licata. Il gas estratto verrà poi trasportato, sfruttando le pipeline attive e la condotta da innestare, verso la bioraffineria, dove è operativa la base a terra per la fase successiva di trattamento e compressione. Il sì ministeriale permette il passaggio dalla fase di esplorazione a quella di messa in produzione del campo "Gemini", investimento che oltre a Enimed vede la presenza della società Energean (con partecipazioni anche in "Argo-Cassiopea"). Per il ministero, è superabile l'osservazione avanzata dal Comune di Licata, che ha fatto rilevare la "fragilità dell'ecosistema marino già messo sotto pressione dalle infrastrutture attive dei pozzi Argo-Cassiopea". Secondo l'amministrazione comunale licatese, che si è trovata davanti alle limitazioni per la propria marineria dovute ad "Argo-Cassiopea", "l'ulteriore intervento comporterebbe potenziali rischi di alterazione dell'habitat, con possibili ripercussioni sul ciclo biologico delle specie ittiche che sostengono l'economia locale". Dalla direzione ministeriale è stato precisato che su questi punti la commissione tecnica di verifica ha previsto precise prescrizioni, anche "ante operam", che andranno attuate. Il management di Enimed, nel corso di un confronto pubblico tenutosi a inizio anno in consiglio comunale, spiegò che l'avvio della produzione di "Gemini" sarà concentrato "nella seconda metà del 2026". Di recente, la Regione, dopo un'intesa generale con il ministero, ha sbloccato le royalties dovute ai Comuni di Gela, Licata e Butera, per la produzione gas di "Argo-Cassiopea". È probabile che uno sviluppo analogo si possa porre, in termini di royalties, pure per il nuovo pozzo estrattivo "Gemini", che dovrebbe generare una capacità fino a 1,2 miliardi di metri cubi nell'arco di almeno otto anni.
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