Meloniani sparano a zero: Iaglietti, "Di Stefano sa solo protestare, città nel degrado e alla Srr compagno Morselli"

I meloniani di Fratelli d'Italia, che rispetto agli azzurri di Forza Italia in queste settimane sono stati dietro le quinte politiche sulla vicenda sanità, alzano il tiro e prendono di mira, politicamente, il sindaco

10 agosto 2026 14:28
Meloniani sparano a zero: Iaglietti, "Di Stefano sa solo protestare, città nel degrado e alla Srr compagno Morselli" - Il dirigente FdI Diego Iaglietti
Il dirigente FdI Diego Iaglietti
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Gela. Il centrodestra, salvo poche eccezioni, ha disertato il presidio che da undici giorni va avanti davanti all'ospedale “Vittorio Emanuele”. Una scelta che si lega al colore politico del management Asp e a quello del governo regionale. In attesa di risposte dal manager Asp, che sabato è stato invitato dal sindaco Terenziano Di Stefano a un incontro in città per valutare le basi di un potenziamento della sanità locale, i meloniani di Fratelli d'Italia, che rispetto agli azzurri di Forza Italia in queste settimane sono stati dietro le quinte politiche sulla vicenda sanità, alzano il tiro e prendono di mira, politicamente, il sindaco Terenziano Di Stefano. Lo fa l'ex civico e autonomista Diego Iaglietti, attuale dirigente locale del partito del premier Meloni. Iaglietti spara a zero su tutte le scelte di Di Stefano. “Da undici giorni il sindaco è davanti all’ospedale a raccogliere firme. Il tema della sanità è serio, drammatico e riguarda tutti. Nessuno intende sminuire una battaglia che ha come obiettivo la tutela del diritto alla salute dei cittadini gelesi. Ma proprio perché il problema è così importante, occorre dirlo con chiarezza: il metodo scelto dal sindaco appare ormai debole, inefficace e sproporzionato rispetto al ruolo e agli strumenti istituzionali che un primo cittadino possiede. Un sindaco non è un semplice manifestante. Un sindaco governa. Può protestare, certamente. Può anche utilizzare iniziative simboliche per richiamare l’attenzione delle istituzioni. Ma deve soprattutto esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale: convocare tavoli, pretendere risposte, coinvolgere tutte le rappresentanze politiche e istituzionali, sollecitare formalmente Regione e governo nazionale e mettere in campo ogni iniziativa possibile nell’ambito delle proprie competenze. Quando la protesta diventa l’azione prevalente, rischia di trasformarsi da strumento di pressione in un alibi politico. Mentre il sindaco presidia l’ospedale, la città continua a fare i conti con degrado, sporcizia, cattivi odori e numerose segnalazioni sulla presenza di topi. Anche questa è salute pubblica. La tutela della salute dei cittadini non passa soltanto dall’ospedale, ma anche dall’igiene urbana, dalla pulizia delle strade, dalla derattizzazione, dalla salubrità degli spazi pubblici e dalla capacità dell’amministrazione di intervenire tempestivamente sulle emergenze quotidiane. Non possiamo accettare che, mentre si rivendica giustamente maggiore attenzione sulla sanità, la città venga lasciata in balìa del degrado”, così spiega il dirigente meloniano. L'affondo è ancora più diretto, pur senza fare nomi. Iaglietti infatti ritiene inopportuna la nomina a presidente del collegio sindacale della Srr4, società che sovraintende il ciclo rifiuti territoriale, del commercialista Giovanni Tomasi, compagno dell'assessore Romina Morselli e padre del consigliere Vincenzo Tomasi. Una nomina formalizzata dall'assemblea dei sindaci della Srr4, composta da primi cittadini in larga parte di centrodestra. Il meloniano non indica direttamente i nomi ma li fa intendere. “Mentre tutta l’attenzione pubblica viene concentrata sulla protesta davanti all’ospedale, arriva una scelta sulla quale riteniamo doveroso accendere i riflettori. Per volontà dell’amministrazione viene nominato presidente del collegio sindacale di una società partecipata il compagno di un assessore attualmente in carica, nonché padre di un consigliere comunale appartenente alla maggioranza. Non intendiamo formulare giudizi sulla professionalità della persona nominata né anticipare valutazioni di carattere giuridico che competono ad altre sedi. Poniamo, però, una questione politica e di opportunità. Possibile che, tra tanti professionisti, la scelta debba ricadere proprio su una persona legata da rapporti familiari così diretti a esponenti dell’amministrazione e della maggioranza? La politica non deve limitarsi a rispettare formalmente le regole: deve anche garantire trasparenza, imparzialità e credibilità nelle proprie scelte. Perché le società partecipate appartengono alla città, non alla maggioranza di turno. La cosa pubblica non può dare nemmeno l’impressione di essere amministrata come un affare domestico, nel quale incarichi e ruoli finiscono per gravitare sempre attorno alle stesse cerchie politiche e familiari. La battaglia per l’ospedale è giusta. Il modo in cui viene condotta è sbagliato e non può diventare il paravento dietro il quale nascondere tutto il resto. Gela ha bisogno di un sindaco che faccia sentire con forza la propria voce sulla sanità, ma contemporaneamente governi la città. Chiediamo quindi che vengano utilizzati fino in fondo tutti gli strumenti istituzionali disponibili per affrontare la vertenza sanitaria e che, nello stesso tempo, siano messi in campo interventi straordinari e immediati per igiene urbana, pulizia, derattizzazione e controllo del territorio. Chiediamo inoltre che sulla gestione delle società partecipate prevalgano sempre criteri di trasparenza, opportunità, autonomia e interesse pubblico, evitando scelte che possano alimentare anche soltanto il sospetto di una gestione politica o familiare degli incarichi. La salute dei cittadini si difende con atti concreti. La credibilità delle istituzioni si difende con scelte limpide. La città si governa assumendosi responsabilità, non limitandosi a protestare. Oggi Gela ha bisogno di risposte, non di scenografie. Ha bisogno di amministrazione, non di propaganda. Soprattutto ha bisogno che la cosa pubblica torni ad essere percepita come patrimonio di tutti e non come casa propria”, conclude Iaglietti.

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