"Manca una visione di città, troppi selfie per opere di altri", Federico: "Mai saputo di accordi con Di Stefano"
Se la città pensata da questa amministrazione comunale, secondo Federico, manca di tanti punti forti, il quadro politico lo allontana dal primo cittadino e dalla sua coalizione
Gela. Nel centrodestra locale, ancora adesso si fa fatica a individuare le basi per un dialogo costante tra tutte le forze d'area e soprattutto c'è chi, pur riconoscendosi in questo contesto, non ha una vera collocazione di partito. L'ex parlamentare Ars Pino Federico, oltre a osservare con attenzione ciò che accade proprio nel centrodestra, non può fare a meno di valutare lo stato dell'arte in città. “Mi pare che il sindaco stia cercando di mantenere l'equilibrio in una maggioranza fin troppo variegata – dice – questa promiscuità, con forze progressiste insieme all'Mpa, che è nel centrodestra, e ai deluchiani, che mantengono piena autodeterminazione, finirà con il danneggiare la città. In vista delle prossime regionali, il sindaco sarà tirato per la giacca, su più fronti. Non dimentichiamo che la sua collocazione è civica ma in un'alleanza con tutte queste entità politiche rischia di non poter accontentare tutti, quanto a sostegno. Intanto, schierandosi sul referendum, si è certamente collocato a sinistra ma le contraddizioni rimangono. Spero solo che la città possa avere una propria rappresentanza il prossimo anno, altrimenti sarebbe veramente un grave danno”. Federico continua a ribadire, dopo due anni di amministrazione del sindaco Terenziano Di Stefano, che a mancare è principalmente “la visione di città”. “Non c'è, manca del tutto – continua – del nuovo ospedale, sul quale noi con il presidente Musumeci avevamo insistito, nessuno parla più. Invece, potrebbe essere una svolta fondamentale, sia sul piano dei servizi sia su quello del personale. Avrei insistito di più per riqualificare tutta l'area del lungomare, come prevede il parco archeologico di Gela, quindi dalla zona del museo dei relitti e fino a ridosso dell'area archeologica di Caposoprano. Quali prospettive può avere l'industria nel futuro di questa città? Perché non si mettono le basi, al di là degli eventi finanziati dalla Regione, per intercettare il flusso turistico che si concentra nelle strutture della zona di Butera e di Licata? L'agricoltura, ancora oggi, sconta l'assenza di acqua e dighe non efficienti. L'interconnessione Cimia-Disueri va sostituita del tutto. La Piana di Gela non può diventare scenario solo per impianti fotovoltaici. A me, sembra invece che si preferiscano i selfie per opere che oggi vedono la luce grazie al lavoro di altri, come nel caso del museo dei relitti e del museo regionale, i cui lavori vennero finanziati da noi”. Se la città pensata da questa amministrazione comunale, secondo Federico, manca di tanti punti forti, il quadro politico lo allontana dal primo cittadino e dalla sua coalizione. “Due anni fa, costruimmo un progetto, “Alleanza per Gela”, finalizzato alla vittoria. Quel risultato non arrivò. Sicuramente, non sostenni il progetto per poi supportare Di Stefano. Non sapevo nulla di accordi di questo tipo. Mi sono sempre mosso per accordi alla luce del sole. Anzi – aggiunge – mi dispiace per chi ha accettato questo tipo di intesa”. Nel centrodestra Federico e il gruppo di “Avanti Gela” si rivedono ma in questa fase non sembrano spinti verso l'adesione a una delle “bandiere” di riferimento. “Purtroppo, sempre più spesso, si intendono le iniziative politiche come finalizzate a risultati personali – dice inoltre – non è così. Collocarci in un partito? Ma qual è il progetto? Non lo vedo. Come “Avanti Gela” stiamo andando per la nostra strada, in città, e a breve avremmo una nostra pagina online. Senza un progetto vero, per la città e per il territorio, difficilmente ci sarà un'adesione a partiti. Tanti ci cercano, questo è vero, perché siamo un gruppo che ha sempre avuto riscontro elettorale. Il consigliere comunale Gabriele Pellegrino? Non mi pare affatto che possa ritenersi vicino al sindaco. Anzi, è tra i pochi che in aula fa vera opposizione, costruttiva e per la città”.
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