L'opposizione a Di Stefano nella sua stessa maggioranza ma progetto avanti per il bis

Sono quegli stessi alleati che, con sfuriate pubbliche oppure alimentando voci e dissidi interni, danno assist all'opposizione. Forse, il sindaco farebbe bene, senza attendere richieste ufficiali dei partiti, a riunire tutti i suoi per una verifica

09 marzo 2026 07:15
L'opposizione a Di Stefano nella sua stessa maggioranza ma progetto avanti per il bis - Il sindaco Terenziano Di Stefano in aula consiliare
Il sindaco Terenziano Di Stefano in aula consiliare
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Gela. Il sindaco Terenziano Di Stefano, che nonostante le ristrettezze imposte dal dissesto comunale è comunque in linea con il programma che si era inizialmente dato, ha un problema politico e non scaturisce certo dall'opposizione di centrodestra, in consiglio comunale anche numericamente ridotta. Il problema vero è nella sua maggioranza o perlomeno in frange che fanno fatica a rivedersi nei dettami del suo schema di governo. Sono quegli stessi alleati che, con sfuriate pubbliche come nel caso del capogruppo dem Gaetano Orlando, oppure alimentando voci e dissidi interni, magari nel silenzio delle stanze comunali, danno assist notevoli all'opposizione che non a caso, nel fine settimana appena trascorso, attraverso il coordinatore di Fratelli d'Italia Pierpaolo Grisanti, ha disegnato l'immagine di una “maggioranza in frantumi”. Grisanti ha invitato il sindaco a “prenderne atto”, richiamando nel suo intervento lo stesso capogruppo del Pd Gaetano Orlando. Ovviamente, non ci saranno dimissioni del sindaco, che sono una provocazione, non tanto rivolta a chi non lo sostiene ma probabilmente da intendere quasi come uno sprone in direzione degli alleati che non sembrano stare bene nei confini amministrativi e di governance da lui stesso tracciati. Tirando le somme, la vera opposizione il sindaco la trova nella sua stessa maggioranza, almeno per quanto concerne alcune caselle. Un inciampo politico che fa fatica ad accettare. Di Stefano è certo di aver impostato una gestione amministrativa e politica aperta a tutte le istanze degli alleati. Ha più volte ribadito che la sua giunta è rappresentativa di tutti i partiti e movimenti che lo sostengono. Per questa ragione, fino a oggi, il sindaco non ha voluto toccare nulla né prevede di farlo, salvo che l'opposizione interna non decida di proseguire in un forcing che, è evidente, inizia a dargli fastidio nel suo incedere amministrativo. In settimana, proprio i dem cercheranno di mettere ordine in un partito ancora una volta segnato da tensioni e da aree interne, i cui rimandi si riverberano proprio nella gestione quotidiana dell'attività amministrativa, dato che il sindaco si trova sovente a dover mettere più di una pezza agli affondi che arrivano da casa Pd, con in testa quelli di Orlando, probabilmente l'unico ad aver deciso di uscire definitivamente allo scoperto. I civici, a loro volta, non mancano certamente di sostenere il sindaco che arriva dall'esperienza del loro gruppo politico e hanno man mano affrontato qualche diatriba interna, senza che si sia fatta sentire troppo nelle dinamiche del governo cittadino. Del resto, i civici guardano non solo a ciò che si sta sviluppando in città ma pure alla rete fuori dai partiti, con l'evoluzione di “Spazio civico”. I pentastellati, ai livelli superiori, con il coordinatore regionale e vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, continuano a non nutrire dubbi rispetto all'alleanza con il sindaco né la mettono in discussione. Però, nelle dinamiche quotidiane, il gruppo appare attraversato da problemi di coordinamento e la vicenda dell'assessore Romina Morselli è spesso tirata in ballo, trainata da voci non ufficiali che testimoniano una certa ambivalenza e un andamento non proprio costante dei pentastellati rispetto alle scelte del sindaco, che a sua volta, in molteplici occasioni, si è trovato a dover confermare la sua piena fiducia verso la stessa Morselli e più in generale rispetto all'impostazione dei rapporti amministrativi e politici costruita con i cinquestelle. Paradossalmente, ormai da mesi il sindaco pare ritrovarsi di più nel lavoro e nell'approccio che prevalgono in un gruppo come quello autonomista, schierato con il centrodestra in provincia e in Regione, ma comunque dimostratosi pronto a mettersi a disposizione e a sviluppare idee progettuali. Nessuno scossone all'orizzonte nel dialogo con il gruppo che fa rifeirmento all'assessore Filippo Franzone così come con quello del titolare dei lavori pubblici Luigi Di Dio. In linea di massima, il fronte che più desta incertezze è quello degli alleati progressisti, che si sta dimostrando abbastanza difficile da gestire, con i dovuti distinguo: il primo cittadino ha un dialogo costante con tutti gli assessori espressione di Pd e M5s. Qualcosa va registrata e forse il sindaco farebbe bene, senza attendere richieste ufficiali dei partiti, a mettere tutti gli alleati intorno a un tavolo, così da vagliare le prossime mosse e le tappe di una programmazione fondamentale per la città, che attende il verdetto ministeriale sul bilancio e si trova davanti a cantieri che vanno conclusi oltre a una fase marcatamente rivolta al rilancio turistico e culturale, partendo dal museo dei relitti. Sono tutti capisaldi di un piano per la città assai ampio e al quale il sindaco lavora, non solo mettendone le basi ma cercando di concretizzare già da ora. Di Stefano, anche se nessuno si sbilancia in questa direzione, nemmeno lui, è già in corsa per un secondo mandato, partendo dalla volontà di continuare un progetto amministrativo che è stato strutturato per un periodo decennale. Manca ancora molto e ci saranno, nel mezzo, prove elettorali che daranno altri riscontri, favorevoli o meno. Con un centrodestra che deve ancora ricostruirsi, fiaccato dalle vicende giudiziarie che stanno rimodulando del tutto alcuni assetti, e con un fronte progressista e civico che deve tanto alle scelte dell'attuale primo cittadino, sembra difficile individuare figure diverse dalla sua per un eventuale bis a Palazzo di Città.

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