“L’Opera Cuntata” con Piparo e Analfino per l’estate del Teatro Massimo di Palermo
Mercoledì, alle ore 21, la Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo ospiterà il debutto de "L'Opera Cuntata", Cavalleria Rusticana, Caravaggio, Santa Rosalia
PALERMO (ITALPRESS) – Mercoledì, alle ore 21, la Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo ospiterà il debutto de “L’Opera Cuntata”, Cavalleria Rusticana, Caravaggio, Santa Rosalia, uno spettacolo che intreccia parola, musica, memoria in un unico grande racconto teatrale. Ne sono autori e protagonisti l’attore e cuntistaSalvo Piparo e il musicista Lello Analfino, con il Lello Analfino Quartet (Lino Costa alle chitarre, Vincenzo Fontes alle tastiere e Francesco Prestigiacomo a percussioni ed effetti).
Lo spettacolo, inserito nella programmazione estiva della Fondazione Teatro Massimo, racconta il legame tra la Sicilia, la letteratura popolare e il verismo musicale, ponendosi come prologo alle recite di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, in cartellone alla ripresa della stagione lirica a settembre. Dopo il debutto in Sala Grande, “L’Opera Cuntata” sposterà la sua forza narrativa sul territorio, con tre repliche nei quartieri della città: il 22 luglio a Danisinni, il 25 luglio a Brancaccio e il 28 luglio allo Zen.
“L’opera cuntata” fonde la tradizione del cunto, la musica dal vivo e il teatro di narrazione in un’unica partitura scenica suddivisa in tre quadri narrativi, legati tra loro dal tema del sacro, della memoria e dell’identità. Il primo quadro: Santa Rosalia e la devozione popolare è un omaggio alla “Santuzza” che più di ogni altra incarna l’identità spirituale e popolare di Palermo, rappresentando un rito civile capace di unire generazioni e quartieri differenti. Prendendo spunto dal Cunto del Festino di Palermo, Salvo Piparo con il linguaggio del cunto restituisce sulla scena una favola sacra e profana rievocando i miracoli, le invocazioni e la processione che da quasi quattro secoli unisce la città. Il secondo quadro: Il mistero del Caravaggio mette al centro una delle ferite più dolorose del patrimonio artistico siciliano: il furto della Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Caravaggio, sottratta dall’Oratorio di San Lorenzo nel 1969 e mai ritrovata. Attraverso il cunto e l’ausilio di videoproiezioni, Piparo ripercorre le ipotesi investigative che negli anni hanno tentato di ricostruire il destino dell’opera e le testimonianze di storici collaboratori di giustizia (tra cui Grado, Spatuzza, Cancemi e Mannoia), trasformando il racconto in una potente riflessione civile sul rapporto tra arte, legalità e memoria. Il terzo quadro: Cavalleria Rusticana è dedicato all’opera di Pietro Mascagni, a cui le immagini del film Il Padrino – Parte III in parte ambientate proprio sulla scalinata monumentale del Teatro Massimo, hanno dato ulteriore popolarità. Attraverso le storie d’amore, onore e vendetta di Turiddu, Santuzza, Lola e Alfio, lo spettacolo rilegge il dramma rusticano alla luce delle cronache contemporanee. Le passioni fatali dell’opera lirica diventano una metafora e una riflessione civile contro la violenza di oggi, dai femminicidi alle aggressioni giovanili, dimostrando l’attualità e la forza universale della musica di Mascagni.
– foto ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo Palermo –
(ITALPRESS).
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