L'omicidio della madre, assegnato incarico a perito per valutare la pericolosità di Tinnirello
L'imputato, per anni, fu ospite di strutture specialistiche e seguito dal Sert per la tossicodipendenza
Gela. Questa mattina, davanti ai giudici della Corte d'assise di Caltanissetta, è stato affidato l'incarico al perito che dovrà occuparsi di ulteriori approfondimenti circa la pericolosità sociale del quarantaquatreenne Filippo Tinnirello, che due anni fa uccise la madre, Francesca Ferrigno, nella loro abitazione di famiglia, in via Vitali. La decisione di affidarsi a un perito era stata confermata dai giudici d'assise, nel corso della precedente udienza. Già in fase di indagine, venne definita la totale incapacità di intendere e di volere di Tinnirello al momento dei fatti. Successivamente, un altro esperto delineò però un'incapacità solo parziale. Per la difesa, con il legale Giusy Ialazzo, ci sono tutte le condizioni per la totale incapacità. L'imputato, per anni, fu ospite di strutture specialistiche e seguito dal Sert per la tossicodipendenza. Uccise la madre al culmine di una lite, per pretese che spesso poneva alla donna. Fatale si rivelò almeno un fendente, con una lama, che la raggiunse, uccidendola. A nulla servì l'arrivo dei soccorsi e delle forze dell'ordine. Tinnirello ammise subito la propria responsabilità.
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