L'inchiesta sui combattimenti di pitbull, sei coinvolti non rispondono davanti al gip
Per gli inquirenti, il giro di combattimenti sarebbe stato alimentato anche da scommesse
Gela. Nessuno ha risposto davanti al gip del tribunale, nel corso degli interrogatori preventivi. Sono sei gli indagati nell'inchiesta che ha condotto i pm della procura, i poliziotti e il corpo speciale dei carabinieri del Soarda, a ricostruire un vasto giro di combattimenti tra pitbull, che avrebbe avuto una delle basi principali in città. Secondo gli investigatori, i pitbull venivano appositamente addestrati alla violenza e in molti casi subivano ferite profonde e molto gravi. Per gli inquirenti, il giro di combattimenti sarebbe stato alimentato anche da scommesse. Questa mattina, i sei coinvolti, ancora non sottoposti ad alcuna misura, hanno optato per la facoltà di non rispondere, ad eccezione di brevi dichiarazioni spontanee. Sarà il gip a decidere se accogliere la richiesta di misure avanzata dalla procura. Gli investigatori hanno potuto acquisire elementi a carico dei coinvolti analizzando i video dei combattimenti che sarebbero stati condivisi tramite l'app telefonica telegram. Sono stati effettuati sequestri durante le perquisizioni e il giudice, su richiesta della procura, aveva già disposto il sequestro preventivo di tredici cani nella disponibilità degli indagati. I sei sono assistiti dai legali Giuseppe Cascino, Rocco Cutini, Flavio Sinatra, Davide Limoncello e Francesco Minardi.
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