Le luci della speranza, Niscemi in corteo a un mese dalla frana: "Il coraggio di restare, la forza di cambiare"
La sfida vera sarà la messa in sicurezza e la ripartenza, dopo che la frana ha inghiottito buona parte di interi quartieri. Tanti sfollati non vogliono lasciare la città ma al contempo si trovano ad affrontare tante incognite
Niscemi. A un mese esatto dalla frana che ha sconvolto Niscemi, costringendo oltre 1.500 persone a lasciare le rispettive abitazioni, la città è scesa in piazza, per un corteo e una fiaccolata. In testa, nessuna bandiera politica o di partito ma uno striscione, con su scritto “Il coraggio di restare, la forza di cambiare”. Le fasce tricolori dei rappresentanti istituzionali, sia per la giunta comunale sia per il civico consesso, e poi tanti niscemesi che stanno percorrendo le strade della città, con il corteo che simbolicamente sosterà anche davanti all'accesso, ormai sbarrato a causa della frana, della sp12. La manifestazione è stata voluta dal comitato “Evento franoso Niscemi 2026”, composto da cittadini che hanno perso le abitazioni ma anche da niscemesi che fin dal primo giorno si sono messi a disposizione. Da inizio settimana, si sono susseguite le visite ufficiali, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'ex premier e leader M5s Giuseppe Conte. Già prima, a Niscemi, per due volte, era arrivata il presidente del consiglio Giorgia Meloni. I cittadini che hanno perso la casa o la cui abitazione è ancora in zona rossa, sollecitano aiuti concreti, anzitutto su un piano economico per la ricollocazione. La sfida vera sarà la messa in sicurezza e la ripartenza, dopo che la frana ha inghiottito buona parte di interi quartieri. Tanti sfollati non vogliono lasciare la città ma al contempo si trovano ad affrontare tante incognite, dai prezzi che aumentano per gli affitti alle incertezze sulla sicurezza del territorio. La manifestazione è stata indetta anzitutto per Niscemi e per i niscemesi, come hanno voluto ribadire gli organizzatori.
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