Lavori "Presti", uffici comunali respingono riserve azienda: "No a risarcimento da 150 mila euro"
Sono stati esclusi i presupposti per andare incontro alle richieste dell'azienda. I lavori vanno avanti
Gela. Come abbiamo riferito, dal ministero sono arrivate aperture alla proroga dei lavori, finanziati in larga parte con fondi Pnrr, per lo stadio “Presti”. Il cantiere è in corso e l'assessore allo sport Peppe Di Cristina, in sede ministeriale, ha richiesto una prosecuzione, visto l'avanzamento delle attività. Il cantiere, fin dall'avvio, ha presentato non poche difficoltà pratiche. A Palazzo di Città, i tecnici comunali, intanto, hanno detto no alle riserve avanzate dall'azienda esecutrice, che tra gli altri punti messi in luce ha inoltrato una richiesta di risarcimento di circa 150 mila euro, in seguito a un periodo di “sospensione dei lavori” che avrebbe generato aggravi. Sulla base della relazione del direttore dei lavori e con le verifiche condotte dal rup e dal responsabile del settore comunale governance e attuazione Pnrr, sono stati esclusi i presupposti per andare incontro alla richiesta dell'azienda. Secondo gli uffici comunali, infatti, quel periodo di sospensione, poi superato, si deve esclusivamente al “rinvenimento, nel corso dell’esecuzione, di un collettore fognario interrato non censito nella documentazione progettuale e non rilevabile sulla base della documentazione disponibile alla stazione appaltante”. Per i tecnici, si è trattato di una sospensione “determinata da circostanze oggettive sopravvenute, estranee alla volontà delle parti e non riconducibili ad un comportamento arbitrario della stazione appaltante”, così riporta il provvedimento di rigetto della riserva mossa dall'azienda. La stessa impresa contestava inoltre costi aggiuntivi per “lavorazioni di taglio diamantato e nolo autogrù” e ancora per “il secondo trasferimento della trivella”. Pure queste riserve sono state considerate non fondate.
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