Lavori porto, tutto tace e comitato insiste per revoca accordo: osservazioni su progetto privato
Gli ultimi atti ufficiali, ministeriali, risalgono a oltre un anno fa. Poi, più nulla per quanto riguarda i lavori
Gela. Incompiuta tra le incompiute, intorno al porto rifugio e ai lavori attesi, da mesi è nuovamente calato il silenzio dell'Autorità della Sicilia occidentale, che ne ha la piena gestione. Non sono mancati i botta e risposta istituzionali tra il primo cittadino Terenziano Di Stefano, che rivendica almeno un cronoprogramma degli interventi per il dragaggio e il braccio di ponente, e il presidente dell'Autorità, l'ex europarlamentare leghista Annalisa Tardino, che invece ha ribadito la centralità dell'infrastruttura locale come “hub nel Mediterraneo”. Di passi avanti concreti, però, non se ne intravedono. Gli ultimi atti ufficiali, ministeriali, risalgono a oltre un anno fa. Poi, più nulla e il porto continua a essere quasi del tutto inaccessibile. Il comitato che da anni segue il caso, ribadisce che davanti a questa situazione di inerzia da parte dell'Autorità va attuato ciò che il consiglio comunale ha deliberato, al termine di una seduta monotematica. Quindi, va revocato l'accordo che stanzia i quasi cinque milioni di euro delle compensazioni Eni proprio ai lavori nel sito. Secondo Tardino, come ha già spiegato in una nota inviata diverso tempo fa a Di Stefano, quelle somme sono nella piena disponibilità dell'Autorità e non possono essere revocate. Ricostruzione che non convince il sindaco e non trova manforte neanche dal comitato, che teme altri tempi lunghi, che si aggiungono a un iter ormai infinito. In assenza di qualsiasi riscontro dall'Autorità portuale, il primo cittadino, per ora, attende prima di convocare una riunione del tavolo permanente, attivato in Comune. In una condizione di totale mancanza di certezze, per il porto rifugio si innesta comunque l'interesse dei privati, come abbiamo riferito. Un progetto con pontili galleggianti è già in essere. Quello decisamente più ambizioso, quanto a estensione e interventi da effettuare, è stato ribattezzato “Marina di Gela”. Punta a una vasta area da oltre 137 mila metri quadrati (la richiesta di concessione formalizzata è per cinquant'anni), prevedendo club house, uffici, edifici commerciali, ormeggi e un cantiere nautico. Un'iniziativa privata, sostenuta da Sicindustria, la cui procedura è stata avviata, che ha prodotto osservazioni da parte di operatori del settore, previste dalla disciplina in materia e che andranno verificate.
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