L'affare della cocaina da 66 mila euro con il broker calabrese, chiuse indagini anche per Nastasi e Lorefice

Non solo l'acquisto dei due chili di cocaina, Nastasi e Lorefice, con i Brancato, avrebbero finalizzato la cessione di almeno due chili di hashish. In questo caso, sarebbero stati i gelesi a vendere

13 luglio 2026 22:43
L'affare della cocaina da 66 mila euro con il broker calabrese, chiuse indagini anche per Nastasi e Lorefice -
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Gela. Due chili di cocaina, per poi coprire le piazze di spaccio gelesi. Secondo i pm della Dda di Catania, che hanno chiuso le indagini, furono, due anni fa, il cinquantaquattrenne Enrico Nastasi e il trentasettenne Angelo Lorefice ad acquistare il carico di cocaina. I gelesi si sarebbero rapportati con Filippo Brancato e con il figlio Salvatore Brancato, entrambi di Palagonia, nella provincia etnea. Il carico, ritengono gli inquirenti, giungeva direttamente da un broker calabrese, Antonino Apa. In totale, sono venticinque i coinvolti, nei cui confronti i magistrati catanesi hanno chiuso le indagini. Uno dei punti nevralgici dell'indagine era il capannone dei Brancato, che sarebbe stato uno snodo per la droga trasportata dalla Calabria, con camion formalmente di ditte private. Per i due chili di cocaina, i gelesi avrebbero pagato un totale di circa 66 mila euro. Nelle scorse settimane, Nastasi è stato condannato, in abbreviato dal gup del tribunale di Caltanissetta, a ventinove anni e otto mesi di reclusione, sempre per droga e per il tentato omicidio di un rivale (tra i condannati anche i due figli). Lorefice è coinvolto nella maxi inchiesta antimafia “Ianus”, pure in questo caso con forti interessi nel traffico di sostanze stupefacenti. Non solo l'acquisto dei due chili di cocaina, Nastasi e Lorefice, con i Brancato, avrebbero finalizzato la cessione di almeno due chili di hashish. In questo caso, sarebbero stati i gelesi a vendere. Contatti telefonici e incontri, anche in un'area di servizio lungo la statale Gela-Catania, furono monitorati dagli inquirenti. Per gli investigatori, i due gelesi erano entrati in contatto con il broker calabrese, considerato vicino alle 'ndrine. Un corriere, a sua volta calabrese, avrebbe fatto arrivare la cocaina dai Brancato.

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