L'inchiesta

La strage silenziosa delle cicogne: plastica negli stomaci dei piccoli

Le analisi hanno rivelato la presenza di plastica, elastici e persino lacci emostatici nei loro stomaci

22 ottobre 2026 16:42
La strage silenziosa delle cicogne: plastica negli stomaci dei piccoli  -
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Gela. Dovevano essere il rifugio sicuro delle cicogne, lontano dai cavi dell'alta tensione che troppo spesso le uccidono. Ma anche nei nidi artificiali realizzati nella Piana di Gela si continua a morire. E stavolta l'elettricità non c'entra. A uccidere i piccoli potrebbe essere ciò che i genitori portano loro da mangiare: plastica, elastici e persino lacci emostatici. Le immagini sono impressionanti. Una cicogna imbocca i suoi piccoli con frammenti di sacchetti di plastica, scambiati per cibo. Poi le fotografie dei materiali estratti dagli stomaci degli esemplari morti. Dodici quelli analizzati dagli esperti della riserva Geloi Wetland, gestita dalla fondazione Stiftung Pro Artenvielfalt. «Abbiamo analizzato dodici animali morti - racconta l’ornitologo Angelo Scuderi - e in tutti abbiamo trovato quantità importanti di plastica. In particolare, lacci emostatici ed elastici che probabilmente le cicogne scambiano per lombrichi. Questo provoca un blocco intestinale e una morte orrenda per questi animali». Una scoperta che apre un altro fronte, quello dello smaltimento dei rifiuti. Perché i lacci emostatici sono materiali sanitari che richiedono procedure specifiche. E la loro presenza negli stomaci delle cicogne solleva interrogativi inquietanti sulla provenienza e sulla dispersione di questi rifiuti. «I lacci emostatici non sono rifiuti convenzionali – dice Scuderi - ma rifiuti sanitari che dovrebbero essere gestiti in un certo modo. Abbiamo registrato un'incidenza particolarmente elevata di mortalità in quest'area». Attorno alla riserva, nella Piana di Gela, le discariche abusive rappresentano da anni una ferita ambientale. Rifiuti edili, scarti di macelleria e materiali di ogni genere abbandonati nelle campagne. E le cicogne, capaci di percorrere grandi distanze alla ricerca di cibo, possono trasformarsi inconsapevolmente nel veicolo di una condanna a morte per i propri piccoli. «La cicogna è un indicatore – conclude l’ornitologo - ma molti altri animali subiscono questo fenomeno. È un problema da approfondire in tutta la Piana, perché potrebbe avere risvolti imprevedibili e di una certa importanza». La riserva è stata bonificata, ma non basta. Perché il problema supera i suoi confini. E mentre le cicogne continuano a nidificare, resta una domanda: da dove arrivano quei rifiuti sanitari che finiscono nel loro cibo?

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