La società fallì e l'ex titolare fu accusata di bancarotta, Cassazione annulla

Per la difesa, non ci fu alcuna intenzione di distrarre disponibilità economiche dalla società poi fallita

A cura di Redazione Redazione
20 giugno 2026 11:29
La società fallì e l'ex titolare fu accusata di bancarotta, Cassazione annulla -
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Gela. Dovrà essere ancora la Corte d'appello di Caltanissetta a pronunciarsi sulla vicenda dell'ex titolare di una società che in città gestiva punti vendita di sanitari e materiali per la casa. In appello, proprio i giudici nisseni confermarono la condanna a tre anni per bancarotta, legata a una distrazione di fondi e disponibilità aziendali. Per l'accusa, sarebbero stati trasferiti a un'altra società, intestata a familiari, ma di fatto gestita proprio dall'imputata. Il fallimento fu dichiarato per la prima società. I giudici di Cassazione, ai quali si sono rivolti i legali della titolare della società, gli avvocati Vittorio Giardino e Alessandro Diddi, hanno invece accolto il ricorso, disponendo l'annullamento della condanna con rinvio ai magistrati di secondo grado. Per la difesa, non ci fu alcuna intenzione di distrarre disponibilità economiche dalla società poi fallita ma anzi l'imputata avrebbe avviato ogni tentativo per salvare l'attività, impegnando anche propri beni personali. Una linea che i giudici romani hanno accolto. Nel procedimento penale venne coinvolta una familiare, assistita dall'avvocato Carmelo Tuccio, che risultò intestataria della nuova società.

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