La grande sete delle campagne locali, dighe a zero o quasi: vasca Settefarine a secco
I bacini artificiali del territorio sono costantemente vuoti, come confermato dai dati pubblicati dagli uffici regionali, attraverso il dipartimento dell'autorità di bacino del distretto idrografico
Gela. Se i momenti di grande emergenza idrica in città, in questi mesi, sembrano quasi un'immagine del passato, dato il tendenziale superamento delle criticità, dovuto a una programmazione sul lungo periodo, le campagne invece affrontano l'ennesima estate di grande sete. I bacini artificiali del territorio sono costantemente vuoti, come confermato dai dati pubblicati dagli uffici regionali, attraverso il dipartimento dell'autorità di bacino del distretto idrografico. Le dighe Comunelli, Disueri e Cimia sono in condizioni strutturali di quasi totale assenza di acqua. I dati raccolti a luglio indicano per Comunelli, su una capacità potenziale di otto milioni di metri cubi, un livello fermo a zero. A Disueri, che ha un volume potenziale di invaso da 23,60 milioni di metri cubi, la soglia raggiunta a luglio è ferma a 0,30. Per Cimia, su una capacità da dieci milioni di metri cubi, a luglio il livello ha raggiunto quota 2,49. L'acqua infatti quando c'è viene sversata per ragioni di sicurezza, con una tenuta dei bacini sempre a rischio. Nei campi dell'intero territorio, di fatto, arriva poco o nulla. Uno degli operatori che da anni denuncia una condizione di totale crisi del comparto agricolo locale, Angelo Mancuso, in settimana ha voluto rendere pubblica la condizione di una delle vasche di accumulo che dovrebbe servire le aree rurali locali. La vasca Settefarine è completamente al secco. Non c'è traccia di acqua, che non riesce ad affluire. Dal governo regionale hanno più volte fatto sapere di aver avviato l'iter progettuale per interventi strutturali nelle dighe del territorio e ci sono stati piani per le traverse ma la realtà attuale è preoccupante. Pure la via delle acque reflue da reimettere, depurate, nel ciclo idrico per uso agricolo, è andata man mano sparendo all'orizzonte. L'unica eccezione rimane la diga Ragoleto, in gran parte destinata alle finalità industriali, che su un volume complessivo di 20,10 milioni di metri cubi a luglio ha fatto segnare la soglia di 15,03.
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