Iudice, "in nome del culto non si può pretendere di deturpare il paesaggio"
"Per questo, invito la soprintendenza a intervenire. Vorrei anche smuovere la coscienza della politica. Deve intervenire", dice Iudice
Gela. "Un'imposizione non solo a danno del paesaggio ma anche spronata da una certa etica meramente religiosa", ragioni per le quali la statua della Madonna, collocata su uno degli scogli di Manfria, va rimossa. Ne è convinto l'artista Giovanni Iudice. "È un abuso del bene paesaggistico e della visione del paesaggio. È anche anticostituzionale. Ricordo l’articolo 9 della Costituzione che parla chiaro. È inoltre un fatto di illegalità rispetto a una legge che tutela il paesaggio. Per questo, invito la soprintendenza a intervenire. Vorrei anche smuovere la coscienza della politica. Deve intervenire. È ora di finirla con questi abusi, con questa presunzione di monumento che, con la scusa di donare, dona tutto e ovunque, riempiendo la città di presenze. Di brutte presenze scultoree passate per opere d’arte contemporanea. È ora di smetterla. È ora che il sindaco rifletta su quella che è la ragione del bene paesaggistico e dell’opera d’arte. Intervengo perché è davvero inaccettabile questa presunzione. Questo pretesto che, nella nostra cultura cattolica, diventa ricatto e quindi se sei contro la Madonna ti accadrà qualcosa e di conseguenza dobbiamo tutelare la Madonna che protegge tutti. È ora di finirla con questa subcultura del santo che punisce chi gli è contro, questa è subcultura mafiosa. La nostra è una società laica che deve aprire la strada al merito e alla bellezza come bene. Non c’è bene più alto della natura incontaminata. Nessuno può avere la presunzione, neanche in nome del culto, di dominare il luogo di tutti. Perché il paesaggio è il bene di tutti", spiega Iudice.
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