Inchiesta Timpazzo, indagati verso il riesame: manager e tecnici sono sottoposti a misure
Si punterà a una rivisitazione complessiva delle misure imposte
Gela. E' scattato il termine previsto per la presentazione dei ricorsi ai giudici del riesame di Caltanissetta, che le difese degli indagati nell'inchiesta sul presunto ciclo illecito dei rifiuti a Timpazzo sono orientate a presentare. Si punterà a una rivisitazione complessiva delle misure imposte, con gli arresti domiciliari per il manager di Impianti Srr Giovanna Picone e per i tecnici di riferimento, Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore, e ancora per i capisquadra Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Sono indagati insieme a una quarantina di operai, impiegati nel sito di conferimento, ma per i quali non sono state richieste misure cautelari. Già in fase di interrogatori preventivi, i cinque raggiunti da misure, per ore, avevano respinto, davanti al gip del tribunale di Caltanissetta, le pesanti contestazioni, concentrate su un presunto traffico illecito di rifiuti, che non trattati sarebbero stati ugualmente abbancati, violando le norme in materia e i precetti delle autorizzazioni. Oltre agli arresti domiciliari per i cinque principali coinvolti, il gip ha disposto il sequestro preventivo della società Impianti Srr (che gestisce la piattaforma di Timpazzo e il servizio rifiuti sul territorio), affidata adesso al commissario Marco Valenza. L'attività investigativa è stata condotta dai carabinieri, coordinati dai pm della Dda di Caltanissetta. I cinque indagati sottoposti a misura sono difesi dagli avvocati Carmelo Lombardo, Rosa Garofalo, Antonio Gagliano, Rosario Prudenti, Alessandro Famà e Federica Vincenti.
30.0°