Inchiesta Timpazzo, difese indagati al riesame: respinte accuse, giudici decideranno
Al riesame difese respingono le contestazioni. I giudici si sono riservati di decidere
Gela. Le difese degli indagati, sottoposti agli arresti domiciliari nell'inchiesta su presunti illeciti nel ciclo di smaltimento dei rifiuti a Timpazzo, questa mattina, davanti ai giudici del tribunale del riesame di Caltanissetta, sono tornate a respingere i pesanti addebiti che vengono mossi ai loro assistiti. Gli avvocati Carmelo Lombardo e Rosa Garofalo, legali dell'ingegnere Giovanna Picone (ex manager di Impianti Srr), dell'architetto Giuseppe Bellavia e dell'ingegnere Salvatore Parlatore (entrambi con incarichi tecnici nel sito di conferimento), hanno ribadito l'assenza di irregolarità nei processi di abbancamento nella vasca E e più in generale l'osservanza delle indicazioni autorizzative, come già fatto dagli stessi indagati in fase di interrogatori preventivi. Le difese puntano all'annullamento dei provvedimenti emessi dal gip del tribunale di Caltanissetta, che tra le altre misure ha imposto il sequestro preventivo della società Impianti Srr, adesso affidata alla gestione di un commissario. Al riesame si sono rivolti anche i difensori di Angelo Collodoro, tra i capisquadra in discarica e finito a sua volta agli arresti domiciliari. Gli avvocati Antonio Gagliano e Federica Vincenti ritengono non sussistere i presupposti per la misura restrittiva imposta all'operatore. Contestazioni, per tutti gli indagati, confermate dai pm della Dda di Caltanissetta, che coordinano l'indagine, portata avanti sul campo dai carabinieri. Al riesame erano presenti i pm Chiara Benfante ed Elenia Manno. I giudici nisseni si sono riservati di decidere. La prossima settimana è fissato il giudizio di riesame per un altro indagato sottoposto a misura, Salvatore Falduzza, rappresentato dagli avvocati Rosario Prudenti e Alessandro Fama'. In totale, sono oltre quaranta i coinvolti, compresi gli operai che lavorano a Timpazzo ma per i quali non sono state applicate misure restrittive. Le ipotesi di accusa avanzate sono di traffico illecito di rifiuti e di danni ambientali.
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