Inchiesta Timpazzo, bicamerale ecomafie ha acquisito i primi atti investigativi
Seppur indirettamente, le attenzioni degli inquirenti sul ciclo rifiuti si erano fatte serrate già con l'inchiesta “Mondo opposto 2”. I boss niscemesi, Alberto Musto e Sergio Musto, ebbero contatti con un responsabile tecnico di Impianti (non indagato)
Gela. L'inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti, a Timpazzo, va avanti, in attesa delle successive determinazioni dei pm della Dda di Caltanissetta, che la coordinano. Negli scorsi mesi, l'attività investigativa ha azzerato l'ex management di Impianti Srr, la società in house che gestisce la piattaforma integrata e il servizio nei comuni e che il gip del tribunale nisseno ha posto sotto sequestro preventivo, affidandola a un commissario giudiziale, il dottor Marco Valenza. Una vicenda che è subito arrivata all'attenzione della commissione bicamerale ecomafie (come abbiamo riportato), i cui riferimenti istituzionali richiesero gli atti investigativi. Nelle scorse settimane, i primi sono stati trasmessi alla commissione parlamentare che si occuperà di analizzarli e di vagliarli attraverso i propri consulenti. L'ipotesi di un pesante danno ambientale, sostenuta dai magistrati della Dda e dai carabinieri che hanno condotto le verifiche, è al centro degli approfondimenti che i parlamentari effettueranno anche nell'ottica della relazione finale sulla missione Sicilia. La commissione effettuò un sopralluogo a Timpazzo, ben prima dell'indagine. Quando la richiesta di misure avanzata dai pm è diventata pubblica, il senatore M5s Pietro Lorefice, che fa parte della commissione ecomafie, ha segnalato la vicenda e così i parlamentari hanno chiesto l'acquisizione degli atti di investigativi. In totale, sono oltre quaranta i coinvolti ma le misure vennero eseguite solo nei riguardi dell'ex management di Impianti Srr e dei tecnici. I giudici del riesame di Caltanissetta hanno rivisto quelle misure, annullandole o comunque rideterminandole con l'interdizione. Intorno al ciclo territoriale dei rifiuti, seppur indirettamente, le attenzioni degli inquirenti si erano fatte serrate con l'inchiesta “Mondo opposto 2”, nella quale fu ricostruito il presunto interesse dei boss niscemesi, i fratelli Alberto Musto e Sergio Musto, proprio per attività legate ai rifiuti: ci furono contatti tra i due e un responsabile tecnico di Impianti Srr, un ingegnere niscemese, non indagato.
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