Inchiesta Timpazzo, accolto appello difesa: annullata misura a Falduzza
La difesa di Falduzza ha insistito sull'assenza di qualsiasi condizione per l'eventuale reiterazione del reato
Gela. Era sottoposto agli arresti domiciliari, monitorato con braccialetto elettronico, per i fatti dell'inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti a Timpazzo. Per il sessantacinquenne Salvatore Falduzza, i giudici del tribunale di Caltanissetta, in sede di appello rispetto alla decisione del gip, hanno revocato la misura restrittiva. Falduzza, che prima dell'arresto ricopriva il ruolo di caposquadra nelle attività in discarica, torna in libertà. E' stato accolto l'appello avanzato dai difensori, gli avvocati Rosario Prudenti e Alessandro Famà, che già avevano chiesto la scarcerazione al gip del tribunale nisseno, anche sulla base di quanto il riesame aveva deciso per gli altri indagati, inizialmente sottoposti a misura degli arresti domiciliari. Per due di loro, l'ex manager di Impianti Srr Giovanna Picone e il tecnico di riferimento Giuseppe Bellavia, i domiciliari sono stati sostituiti con l'interdizione dal settore rifiuti per un anno, annullata la misura per un altro operaio, alle dipendenze di Impianti Srr, Angelo Collodoro, e per l'ingegnere Salvatore Parlatore. La difesa di Falduzza ha insistito sull'assenza di qualsiasi condizione per l'eventuale reiterazione del reato. L'indagato, in fase di interrogatorio preventivo, al parti degli altri coinvolti, aveva comunque escluso irregolarità nel ciclo di abbancamento dei rifiuti nella vasca E del sito di Timpazzo, al centro di analitiche verifiche condotte dai pm della Dda di Caltanissetta e dai carabinieri. L'indagine va avanti.
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