Inchiesta royalties: difese hanno concluso e procura ha replicato, decisione a marzo
Secondo gli inquirenti, sarebbe stato generato un presunto “falso rispetto del patto di stabilità interno da parte del Comune”
Gela. La decisione del gup del tribunale, il presidente Roberto Riggio, è prevista per marzo. In settimana, anche le difese degli imputati, coinvolti nell'inchiesta su presunte irregolarità nella destinazione delle royalties estrattive incassate dall'ente municipale, hanno chiuso i loro interventi. E' toccato all'avvocato Salvo Macrì, difensore del commercialista Graziano Ponzio, già componente del collegio dei revisori a Palazzo di Città. Più in generale, rispetto alle indicazioni giunte dai difensori, il pm Luigi Lo Valvo, che segue il procedimento in corso, ha esposto le proprie repliche. Così ha fatto, per conto delle difese, l'avvocato Antonio Gagliano. Lo scorso anno, la procura chiese il rinvio a giudizio in ordinario e condanne per gli imputati in abbreviato (a eccezione del solo ex commissario Rosario Arena per la cui posizione è stata avanzata l'assoluzione). I pm ritengono che i fondi incassati dal Comune per le royalties, in un certo lasso di tempo, furono concentrati a copertura della spesa corrente e di “rilevanti debiti fuori bilancio”, in violazione delle norme. All'esame dei militari della guardia di finanza finirono i rendiconti approvati per gli esercizi finanziari dal 2015 e fino al 2019. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato generato un presunto “falso rispetto del patto di stabilità interno da parte del Comune”. Tra gli imputati che hanno scelto il giudizio abbreviato, i revisori Maria Assunta Cattuto, Graziano Ponzio, Salvatore Corso, Carmela Ficara, Giuseppe Nicoletti e Pietro Gioviale, l'ex sindaco Lucio Greco e l'ex assessore Grazia Robilatte. Per tutti, è stata chiesta la condanna. Non hanno optato per riti alternativi altri imputati, l'ex sindaco Domenico Messinese e gli ex assessori al bilancio Fabrizio Morello e Danilo Giordano, oltre all'allora dirigente finanziario Alberto Depetro. Nei loro confronti, l'accusa chiede il processo. Ancora oggi, sotto dissesto comunale, la voce delle royalties tiene banco in municipio, con la Regione che lo scorso anno autorizzò, per un tempo limitato, la destinazione di quei fondi a copertura del bilancio stabilmente riequilibrato, in deroga alla disciplina prevista. Tutti i difensori escludono violazioni della disciplina in materia di royalties, versate dalle compagnie estrattive che operano sul territorio comunale e lungo le aree di costa. Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Flavio Sinatra, Antonio Gagliano, Salvo Macrì, Davide Ancona, Gualtiero Cataldo, Maria Platania, Venere Salafia, Carmelo Passanisi e Antonio Palmieri.
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