Inchiesta "Ianus", ancora no all'eccezione delle difese: il dibattimento va avanti

In secondo grado, per gli imputati che scelsero l'abbreviato, la Corte d'appello di Caltanissetta ha accolto l'eccezione, disponendo l'annullamento dei verdetti pronunciati per un totale di circa 250 anni di detenzione

27 maggio 2026 22:04
Inchiesta "Ianus", ancora no all'eccezione delle difese: il dibattimento va avanti -
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Gela. Se il giudizio di appello, per gli imputati che scelsero il rito abbreviato, ha portato all'annullamento di condanne per circa 250 anni di detenzione, con l'accoglimento dell'eccezione delle difese, il procedimento ordinario di primo grado va invece avanti. Il collegio penale del tribunale di Gela, presieduto dal giudice Fabrizio Giannola, non ha accolto nuovamente l'eccezione dei legali degli imputati coinvolti nella maxi inchiesta antimafia “Ianus”. Secondo le difese, l'incompatibilità del gup del tribunale di Caltanissetta, in fase di udienza preliminare, incide sul prosieguo. In secondo grado, la Corte d'appello di Caltanissetta ha accolto l'eccezione, disponendo l'annullamento dei verdetti pronunciati dallo stesso gup. Il collegio gelese, invece, non ritiene che siano sopraggiunti nuovi elementi tali da poter condurre all'accoglimento. Si va avanti e in giornata è stato sentito uno dei poliziotti della squadra mobile di Caltanissetta che si occupò delle indagini, concentrate sul traffico di droga che sarebbe stato controllato dalle famiglie di Cosa nostra. Il collegio ha disposto la riunione al procedimento principale di quello analogo che riguarda la posizione di Benedetto Giuseppe Curvà. In questo caso, il difensore, l'avvocato Flavio Sinatra, ha insistito affinché il collegio si astenesse dal giudicarlo, richiamando una pronuncia del presidente, sulla posizione di Curvà, nell'ambito, tra gli altri, del procedimento scaturito dal blitz “Stella cadente”. Il collegio non ha accolto. Nel corso della prossima udienza si deciderà la riunione per un'altra posizione, quella di Gioacchino Giorgio, a sua volta coinvolto nell'inchiesta “Ianus”. La difesa di Giuseppe Tasca, considerato riferimento della famiglia Rinzivillo nel traffico di droga, ha avanzato richiesta di separazione della posizione rispetto al procedimento in essere. L'avvocato Danilo Tipo ritiene che ci siano tutte le condizioni per una decisione, da subito, per Tasca, alla luce del mancato accoglimento dell'eccezione principale. Su questo aspetto il collegio si pronuncerà durante la prossima udienza. In questo filone processuale, sono a giudizio Giuseppe Tasca, Vincenzo Alberto Alabiso, Rosario Greco, Benedetto Giuseppe Curva’, Ignazio Agro’, Loredana Marsala, Marius Vasile Martin, Vincenzo Mazzola, Diego Milazzo (1984), Morena Milazzo, Orazio Monteserrato, Brahallan Ivan Escobar Buritica, Gianluca Attardo, Maurizio Domicoli, Dario Rinzivillo, Andrei Pascal, Giuseppe Terrasi, Giovanni Rinzivillo, Samuele Rinzivillo e Vincenzo Donzella. Tra le parti civili, c’è il Comune di Gela, su mandato dell’amministrazione, rappresentato dall’avvocato Giusy Ialazzo. E' parte civile inoltre il Ministero dell’interno, attraverso l’Avvocatura dello Stato (con il legale Giuseppe Laspina). Gli imputati in dibattimento sono rappresentati dagli avvocati Filippo Spina, Carmelo Tuccio, Danilo Tipo, Lia Comandatore, Gioacchino Mule’, Rocco Cutini, Salvatore Pennica, Nicoletta Cauchi, Flavio Sinatra, Carmelo Terranova, Guido Contestabile, Gaetano Rizzo, Giovanni Salvaggio, Calogero Lo Giudice, Calogero Meli, Paolo Ingrao, Matteo Anzalone, Rosanna D’Arrigo e Teresa Raguccia.

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