Inchiesta "Chimera", in appello condanne confermate: pena ridotta all'unica gelese

La Corte d'appello di Caltanissetta ha confermato in larga parte la pronuncia di primo grado

11 maggio 2026 18:26
Inchiesta "Chimera", in appello condanne confermate: pena ridotta all'unica gelese  -
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Mazzarino. I giudici della Corte d'appello di Caltanissetta hanno confermato quasi del tutto la decisione di primo grado, emessa dal collegio penale del tribunale di Gela, con le condanne nei confronti degli imputati accusati di aver fatto parte del gruppo stiddaro dei Sanfilippo, a Mazzarino considerati capaci di controllare droga ed estorsioni, oltre alla disponibilità di armi. L'inchiesta fu condotta dai pm della Dda nissena e dai carabinieri. I giudici di appello, per gli imputati che non optarono per riti alternativi, hanno riconosciuto solo riduzioni minime e alcune continuazioni con precedenti condanne. La procura generale aveva concluso richiedendo la conferma della decisione di primo grado. Erano state definite, con il concordato, le posizioni di Antonino Iannì, Ivan Dario Iannì, Vincenzo Iannì, Bartolomeo La Placa e Samuel Fontana. In primo grado, il collegio dispose trent’anni di detenzione per il quarantenne Giuseppe Sanfilippo, diciotto anni per Liborio Sanfilippo (con l’aggravante mafiosa), diciassette anni e nove mesi a Michele Mazzeo, diciassette anni a Calogero Sanfilippo (1983), sedici anni e sei mesi ad Andrea Sanfilippo e a Marcello Sanfilippo (per lui con l’aggravante mafiosa), sedici anni per Calogero Sanfilippo (1976), Maria Sanfilippo, tredici anni e sei mesi a Marianna Sanfilippo intesa Annina, tredici anni e quattro mesi ad Ignazio Zuccala’ (senza il riconoscimento dell’aggravante di mafia), otto anni e sei mesi per Calogero Sanfilippo (1991), sette anni e sei mesi per Vincenza Galati e Rocco Di Dio, sette anni a Rosangela Farchica, Ilenia La Placa, quattro anni e otto mesi a Giovanni Di Pasquale, tre anni e nove mesi per Sandra Santa Aleruzzo, un anno e quattro mesi a Marianna Sanfilippo (1985) con pena sospesa e non menzione e un anno per Francesco Lo Cicero sempre con pena sospesa e non menzione. Tra gli imputati, l'unica gelese è Valentina Maniscalco. Per lei, assistita dagli avvocati Giacomo Ventura e Davide Limoncello, in primo grado arrivò la condanna a otto anni di reclusione, con l'esclusione della contestazione mafiosa. In appello, la pena è stata ridotta a sette anni e due mesi, venendo meno una delle aggravanti. Nell'altro filone processuale, ormai definitivo, il marito, Emanuele Brancato, a sua volta gelese, è stato condannato perché considerato il riferimento per il traffico di droga dei Sanfilippo. Le motivazioni verranno depositate nel termine di novanta giorni.

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