Inchiesta Caponetti, dopo le ulteriori verifiche tecniche la procura chiede condanne

Il giudizio abbreviato in corso è stato man mano sviluppato sulla base appunto di maggiori integrazioni contabili e tecniche

25 febbraio 2026 21:30
Inchiesta Caponetti, dopo le ulteriori verifiche tecniche la procura chiede condanne -
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Gela. Sono stati necessari altri approfondimenti di tipo contabile, con relative integrazioni richieste anche dalla procura. L'accusa non cambia le proprie conclusioni e il pm Luigi Lo Valvo, che segue il procedimento a carico dell'ex presidente dell'associazione antiracket Renzo Caponetti, questa mattina ha nuovamente richiesto condanne. Una conclusione avanzata sia nei confronti di Caponetti sia riguardo alla posizione della moglie. La pena indicata è due anni, ciascuno, così come era stato concluso già in precedenza. Il giudizio abbreviato in corso è stato man mano sviluppato sulla base appunto di maggiori integrazioni contabili e tecniche. I due imputati sono ritenuti responsabili di aver gonfiato i numeri dell'attività commerciale che portavano avanti, allo scopo di ottenere fondi per le vittime di usura e racket. Le presunte irregolarità sarebbero state concertate a danno della struttura del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, parte civile nel giudizio attraverso l’Avvocatura dello Stato, con il legale Giuseppe Laspina, che a sua volta ha concluso sulla base della linea seguita dalla procura. In aula, davanti al gup Roberto Riggio, si tornerà a marzo. Per le difese, con i legali Mario Ceraolo e Rosario Pennisi, le presunte irregolarità per ottenere i fondi non ci sarebbero mai state e proprio sulla documentazione contabile e sui numeri commerciali dell'attività di Caponetti fanno leva per escludere le accuse mosse. I legali hanno più volte sostenuto che tutte le procedure per arrivare allo stanziamento furono monitorate dalle autorità preposte. Caponetti, a seguito dell'inchiesta a suo carico, lasciò la presidenza dell'antiracket, che contribuì a fondare in città, tra i primi in Sicilia.

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