Verso la decisione

Inchiesta bis Rsa "Caposoprano", presunta truffa su sanatoria: chieste condanne ma anche prescrizione

L’indagine partì, come ha confermato il pm, sulla base di un esposto dell’allora commissario Asp Carmelo Iacono

04 novembre 2026 20:06
Inchiesta bis Rsa "Caposoprano", presunta truffa su sanatoria: chieste condanne ma anche prescrizione - La Rsa "Caposoprano"
La Rsa "Caposoprano"
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Gela. Sul secondo filone processuale, scaturito dall'inchiesta sulle presunte irregolarità autorizzative che sarebbero state alla base dell'avvio della Residenza sanitaria assistita “Caposoprano”, incombe la prescrizione, come sottolineato nelle richieste finali avanzate, questa mattina davanti al collegio penale del tribunale, dal pm Maddalena Guglielmino. Secondo il magistrato, che ha ultimato la sua requisitoria, non ci sarebbero comunque dubbi “sulla falsità degli atti”. Per la procura, tecnici, professionisti, dirigenti e funzionari comunali, avrebbero rilasciato atti artatamente rivisti pur di consentire la sanatoria dell'immobile di Caposoprano, poi convertito a Rsa, e il rilascio del certificato di agibilità. La prescrizione ha già coperto le ipotesi di falso mentre l'abuso d'ufficio, inizialmente contestato agli imputati, è stato depenalizzato. Così, le uniche richieste di condanna, per l'ipotesi di truffa, sono state indicate, a due anni e dieci mesi di reclusione, per Filippo Maganuco, Donato Fidone e Alessandro Stamilla. Un altro imputato è intanto deceduto. La prescrizione riguarda invece le posizioni di altri coinvolti, Orazio Marino, Giuseppe Cosenza, Vincenzo Cagnes, Aldo Fulco, Santi Nicoletti, Antonio Pizzolanti e Mario Bollati. La procura avanzerà, nel corso della prossima udienza, le richieste per l'ingegnere Renato Mauro, ex dirigente comunale e alla testa della società che diede vita alla Rsa “Caposoprano”. L’indagine partì, come ha confermato il pm, sulla base di un esposto dell’allora commissario Asp Carmelo Iacono. Le parti civili, in rappresentanza del Comune e della stessa Asp, con gli avvocati Gabriella Ganci e Giacomo Butera, hanno concluso per il riconoscimento della responsabilità penale degli imputati. Già il primo filone processuale venne caratterizzato dalla prescrizione di gran parte delle contestazioni. Ci furono invece assoluzioni per capi di accusa come la corruzione. Gli imputati sono rappresentati dagli avvocati Giacomo Ventura, Joseph Donegani, Emanuele Maganuco, Antonio Gagliano, Giovanna Zappulla, Maurizio Cannizzo, Valentino Granvillano, Sergio Iacona, Feliciana Ponzio e Giacomo Vitello.

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