Inchiesta antimafia "Mondo opposto", Cusa lascia i domiciliari: è stato condannato in appello
Per gli inquirenti, fu responsabile di un'intimidazione a danno di un appartenente alle forze dell'ordine
Niscemi. E' tra i condannati coinvolti nell'inchiesta antimafia “Mondo opposto". Per il niscemese Davide Cusa, a dicembre dello scorso anno, così come per altri imputati, la condanna fu confermata dalla Corte d'appello di Caltanissetta. In attesa del giudizio di Cassazione, a suo carico sono stati revocati gli arresti domiciliari. Avrà l'obbligo di presentazione. E' stata vagliata la richiesta avanzata dal suo legale di fiducia, l'avvocato Maurizio Scicolone. Cusa è stato condannato a due anni e nove mesi. Secondo le accuse, fu lui a collocare la testa di un animale morto davanti all'abitazione di un appartenente alle forze dell'ordine. Un'intimidazione che per gli inquirenti va a porsi nel contesto dell'organizzazione di mafia, che avrebbe visto come riferimento il boss Alberto Musto, condannato in via definitiva. Cusa ammise di aver agito ma escludendo che sapesse a chi potesse essere rivolta quell'intimidazione.
22.3°