In Sicilia dispersione scolastica ancora sopra la media nazionale
I dati più recenti disponibili per l’anno scolastico 2025/2026 confermano come la Sicilia resti tra le regioni italiane con il più alto tasso di abbandono precoce degli studi.
Gela. Secondo le rilevazioni regionali e nazionali Il tasso di dispersione scolastica esplicita in Sicilia si attesta intorno al 17,8%, in calo rispetto al 19,4% di cinque anni fa, ma ancora ben al di sopra della media nazionale (circa 10,5%). In alcune province dell’isola il dato supera il 20%, con picchi che interessano aree a maggiore fragilità socio-economica. La dispersione implicita – studenti che conseguono il titolo ma con competenze insufficienti in italiano e matematica – riguarda circa il 14% degli studenti siciliani del secondo ciclo. La quota di giovani tra i 18 e i 24 anni che non studiano e non lavorano (NEET) in Sicilia si mantiene intorno al 32%, tra le più alte in Italia.
Numeri che evidenziano criticità strutturali: povertà educativa, carenza di servizi, dispersione territoriale, edilizia scolastica non sempre adeguata e difficoltà nel raccordo tra scuola e mondo del lavoro. Proprio in relazione a questi dati si è tenuto l’incontro dal titolo “Dalla parte della scuola”, un momento di ascolto e proposta per rimettere la scuola al centro dello sviluppo sociale ed economico della Sicilia promosso dal Dipartimento Scuola del Partito Democratico Sicilia a cui ha partecipato l’on. Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico.
L’introduzione dell’evento è stata affidata a Peppe Di Cristina, responsabile regionale Scuola e Cultura PD. In un territorio come quello gelese e nisseno, l’istruzione rappresenta una leva strategica per contrastare disoccupazione, marginalità sociale e spopolamento giovanile. Il dialogo tra politica, istituzioni scolastiche e cittadinanza mira a costruire politiche educative più vicine ai bisogni delle comunità locali: potenziamento del tempo pieno, rafforzamento dell’orientamento, investimenti sugli istituti tecnici e professionali, utilizzo efficace delle risorse del PNRR e interventi mirati contro la dispersione.
“Dalla parte della scuola” vuole essere dunque non solo un titolo, ma un impegno politico e civile: rimettere studenti, docenti e famiglie al centro di un progetto di rilancio che parta dall’educazione come diritto fondamentale e motore di crescita per tutta la Sicilia.
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