"In città stabilità e risultati", Di Paola: "Silenzio da centrodestra, Morselli? Nessun caso"

Quello con Di Stefano è un rapporto dal quale, probabilmente, dipende una buona fetta del futuro del governo cittadino ma anche di una possibile ricandidatura dell'esponente civico, che è risaputo ragiona su una prospettiva amministrativa di dieci anni

06 gennaio 2026 18:44
"In città stabilità e risultati", Di Paola: "Silenzio da centrodestra, Morselli? Nessun caso" - Il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola
Il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola
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Gela. L'agorà di due anni fa e il “modello Gela” che ne è derivato, con la “coccarda” politica della vittoria alle amministrative, probabilmente in questo 2026 si preparano a una rivisitazione, almeno di contenuti e di identità. Mutamenti pratici, nel governo cittadino, nei prossimi mesi, salvo esigenze particolari, difficilmente ce ne saranno. Il sindaco Terenziano Di Stefano lo ha detto in più occasioni e i suoi alleati, in larga parte, non sembrano fremere per interventi sulla governance attuale, a Palazzo di Città. Non è un mistero per nessuno che il progetto con Di Stefano a capo della coalizione porti i ricami politici del vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, che non a caso ai suoi pentastellati ha garantito comunque un ruolo di rilievo. Le interlocuzioni tra il parlamentare Ars e il primo cittadino non si sono mai interrotte anche se qualche potenziale “incidente” diplomatico non è mancato, come nella vicenda del passaggio del consigliere comunale Massimiliano Giorrannello, che ha lasciato il gruppo del sindaco per abbracciare i cinquestelle. Prima ancora c'era stata l'adesione di un'ex M5s, Lucia Lupo, all'Mpa. “Con il sindaco ci siamo incontrati in questo periodo, sia in occasioni ufficiali sia alle iniziative che abbiamo organizzato – dice Di Paola – io vedo un gruppo unito che sta lavorando per la città e ottiene risultati, nonostante le oggettive difficoltà. La situazione mi sembra stabile”. Il deputato Ars, peraltro, non pare affatto tirare i remi in barca. “Nel prossimo anno e mezzo – aggiunge – sono convinto che il Movimento cinquestelle, in città, crescerà ancora di più. Ci saranno ulteriori adesioni”. Quello con Di Stefano è un rapporto dal quale, probabilmente, dipende una buona fetta del futuro del governo cittadino ma anche di una possibile ricandidatura dell'esponente civico, che è risaputo ragiona su una prospettiva amministrativa di dieci anni. Il 2026 che si è appena aperto sarà un banco di prova non da poco, in vista delle regionali del 2027. Lo sa il sindaco così come lo sa, molto bene, Di Paola. In questo scenario, pure nell'alleanza del primo cittadino, qualcuno teme l'isolamento della città rispetto a un governo regionale avversato politicamente da Di Paola e da chi si muove per l'alternativa al centrodestra. “Io non penso che un governo regionale o un presidente possano farsi condizionare dalla collocazione politica di una giunta comunale – continua il parlamentare – se io fossi presidente della Regione, non farei mai una distinzione tra amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra. Se ci sono territori con esigenze particolari, vanno sostenuti, indipendentemente dalla collocazione. E' anche vero però che il centrodestra ci ha abituati a supportare le amministrazioni amiche e a tagliare per quelle che si rifanno ad altre aree politiche. Quest'anno, la mia strategia in Ars, così come quella di chi si rivede nell'alternativa, è stata differente. Purtroppo, devo constatare che senza i nostri interventi dal centrodestra è arrivato un enorme silenzio. Dove sono le misure per la città? Io non vedo nulla. Il Movimento cinquestelle, il Pd e le altre forze di opposizione, posso assicurare, che lavoreranno già in questi mesi per individuare risorse da destinare alla città e ad altri Comuni siciliani che si trovano in situazioni analoghe, di centrosinistra oppure di centrodestra. Spesso, leggo dichiarazioni di esponenti di centrodestra che parlano, riferendosi a ciò che è arrivato fino a oggi in città, di fondi voluti dalla Regione. Quei fondi, per gli eventi ma pure per l'elisuperficie, per la videosorveglianza nelle campagne e per interventi in materia di decoro, sono tutti dovuti a mie iniziative d'aula. E' chiaro, lo stanziamento arriva pur sempre dalla Regione ma senza le nostre norme non ci sarebbe stato nulla per Gela e per altri Comuni”. Di Paola mette non pochi distinguo politici e lo fa in un periodo non proprio di transizione. “Faremo di tutto per dare un'identità all'alternativa al governo Schifani e al centrodestra – sottolinea – tutti dobbiamo lavorare in questa direzione. Spero che non ci scontreremo con i personalismi, che darebbero le chiavi della vittoria in mano al centrodestra. Agli onorevoli Cateno De Luca e Ismaele La Vardera dico che ci sono tutte le condizioni per lavorare insieme. Chi non si rivede in Schifani e nel suo governo deve iniziare a progettare e a riflettere sui temi, in primis su una riforma drastica della sanità siciliana. La scelta del candidato alla presidenza verrà dopo ma non deve essere l'unico argomento né deve alimentare personalismi. Vorrei ricordare che alle regionali non ci sarà il ballottaggio. Quindi, o si vince oppure si perde, in un turno unico. Non sono ammesse fasi successive, come invece accade per le amministrative. Portare avanti progetti personali non garantisce nulla. Ritengo che De Luca possa aver imparato dall'esperienza. In Ars è entrato con otto deputati e oggi sono rimasti in tre”. Quello di Di Paola è uno dei potenziali nomi che è stato fatto per guidare la coalizione regionale alternativa al centrodestra ma sembra presto per tirare considerazioni politicamente mature. Se ne riparlerà nei prossimi mesi ma secondo l'esponente M5s, prima di tutto, ci dovrà essere piena consapevolezza sulla direzione programmatica da intraprendere. Il vicepresidente Ars l'ultima virata la concede guardando a Palazzo di Città e al suo gruppo, quasi a tappe fisse attraversato da sussulti, magari non proprio plateali. “L'assessore Romina Morselli? Non esiste nessun caso – conclude – è normale che in gruppi ampi possono esserci idee o vedute differenti ma non mi preoccupa per nulla, anzi sarei preoccupato su ciò non avvenisse”.

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