Il polo del gas nella costa locale, ministero proroga decreto per la perforazione del pozzo "Lince"
Con un decreto, il ministero dell'ambiente ha accolto l'istanza della multinazionale, prorogando per i prossimi cinque anni il provvedimento già emesso nel 2021 e che riconosceva la compatibilità ambientale del progetto di perforazione
Gela. La costa locale, già punto strategico per l'investimento sul gas off-shore “Argo-Cassiopea”, e lungo la quale sono in corso le prime attività per il pozzo “Gemini”, continua a essere al centro dell'interesse di Eni, proprio rispetto a questa filiera. Con la produzione di “Argo-Cassiopea” ormai a pieno regime da almeno due anni e con le attività in essere per “Gemini”, arriva un altro provvedimento ministeriale e questa volta riguarda l'esplorazione del pozzo ribattezzato “Lince”. Con un decreto, il ministero dell'ambiente ha accolto l'istanza della multinazionale, prorogando per i prossimi cinque anni il provvedimento già emesso nel 2021 e che riconosceva la compatibilità ambientale del progetto di perforazione del pozzo esplorativo, tra le aree costiere di Licata e Gela. Il ministero ha preso atto del parere favorevole della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via-Vas, che ha previsto comunque precise prescrizioni, e del nulla osta dell'assessorato regionale dei beni culturali. “Sussistono i presupposti per poter accogliere l’istanza di proroga di cinque anni”, riporta il decreto ministeriale. Il permesso di ricerca è intestato sia a Eni sia alla società Energean. Ufficialmente, lo scorso anno, con un ulteriore atto ministeriale, venne “reinserito nell’elenco dei titoli minerari vigenti per la ricerca di idrocarburi”, superando il Piano per la transizione energetica sostenibile, il cosiddetto Pitesai, che aveva collocato la concessione “Lince” fra le aree non idonee ma fu annullato in sede giudiziaria. Il giacimento esplorativo “Lince”, le cui prime autorizzazioni furono richieste da Eni dodici anni fa, si colloca “nel programma unitario di lavoro” dei permessi che hanno condotto alla produzione di “Argo-Cassiopea”. Era tra i punti del protocollo di intesa sulla riconversione della fabbrica Eni. La multinazionale, con le attività di esplorazione, intende ottenere dati precisi sulla capacità produttiva del giacimento a mare.
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