Il Comune di Caccamo intitola una strada al maresciallo della Polizia Penitenziaria Antonino Burrafato / Fotogallery

PALERMO (ITALPRESS) – Le strade raccontano molto più dei luoghi che attraversano. Raccontano le persone che hanno scelto di percorrerle, le storie che custodiscono, i sacrifici che una comunità decide di non dimenticare. Alcune strade, poi, non servono so

A cura di Redazione Redazione
06 luglio 2026 13:23
Il Comune di Caccamo intitola una strada al maresciallo della Polizia Penitenziaria Antonino Burrafato / Fotogallery -
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PALERMO (ITALPRESS) – Le strade raccontano molto più dei luoghi che attraversano. Raccontano le persone che hanno scelto di percorrerle, le storie che custodiscono, i sacrifici che una comunità decide di non dimenticare. Alcune strade, poi, non servono soltanto per arrivare da un punto all’altro. Servono per ricordare chi siamo e quale direzione vogliamo prendere.

La strada che il Comune di Caccamo ha deciso di dedicare al maresciallo della Polizia Penitenziaria Antonino Burrafato nasce da questa idea semplice e potente. Non è una targa da inaugurare e poi lasciare al trascorrere del tempo. È un pezzo di memoria affidato alla vita quotidiana. Ogni volta che qualcuno leggerà quel nome, si aprirà una domanda. Chi era Antonino Burrafato? Perché una strada porta il suo nome? Quale storia custodisce quel cognome scolpito su una targa? Ed è proprio in quella domanda che vive il senso più profondo della memoria. Perché ricordare non significa fermarsi al passato. Significa permettere a una storia di continuare a parlare al presente. L’edizione di quest’anno dell’anniversario della sua uccisione ha avuto esattamente questo significato.

La commemorazione celebrata nella casa circondariale di Termini Imerese, che porta il nome del maresciallo Burrafato, e la successiva intitolazione della strada a Caccamo hanno costruito un ponte tra generazioni diverse. Da una parte il ricordo di un servitore dello Stato che ha pagato con la vita la propria fedeltà alle istituzioni; dall’altra il bisogno, oggi più che mai attuale, di trasmettere ai giovani il valore della legalità, del coraggio e del senso del dovere. In una Sicilia che continua a fare i conti con vecchie e nuove forme di criminalità, con il disagio sociale che spesso colpisce le periferie e con il rischio che molti ragazzi crescano senza punti di riferimento, la memoria non può ridursi a una celebrazione annuale. Deve diventare uno strumento educativo. Deve trasformarsi in una presenza viva.

Per Totò Burrafato, figlio del maresciallo, il significato di questa strada va proprio in questa direzione: L’intitolazione di una strada è un gesto che resterà nel tempo e per questo siamo profondamente grati all’amministrazione comunale di Caccamo. Ma mi piace pensare che non rappresenti un punto di arrivo. Vorrei che fosse l’inizio di qualcosa di più grande. Una strada, per sua natura, conduce da qualche parte. E io immagino che questa possa accompagnarci verso un progetto capace di coinvolgere i giovani e di trasformare il ricordo in partecipazione”.

Da questa riflessione nasce l’idea di lavorare alla creazione della Fondazione Antonino Burrafato, una realtà che possa custodire e tramandare l’eredità morale del maresciallo non attraverso il semplice racconto della sua storia, ma attraverso attività concrete rivolte alla società. Una fondazione che non sia soltanto un luogo della memoria, ma un laboratorio permanente di cittadinanza attiva. Un punto di incontro tra istituzioni, scuole, associazioni, famiglie e giovani. Un luogo dove la legalità venga raccontata attraverso le esperienze, il confronto e l’ascolto. Dove il sacrificio di chi ha servito lo Stato diventi occasione per riflettere sul ruolo che ciascuno può svolgere nella costruzione di una comunità più giusta.

L’obiettivo è quello di promuovere seminari, convegni, dibattiti pubblici, incontri con magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine, studiosi, educatori e testimoni dell’impegno civile. Ma anche iniziative dedicate al contrasto del disagio giovanile, all’educazione civica, alla cultura della responsabilità e alla prevenzione di quei fenomeni di marginalità che troppo spesso rappresentano terreno fertile per l’illegalità. Non si tratta soltanto di parlare di mafia. Sarebbe riduttivo. Si tratta di affrontare tutte quelle condizioni che allontanano i giovani dalla partecipazione e dalla fiducia nelle istituzioni. Di offrire loro occasioni per sentirsi parte di una comunità. Di creare spazi di dialogo nei quali imparare che la legalità non è un concetto astratto, ma il presupposto indispensabile per costruire opportunità, diritti e libertà. Ed in questo senso la strada dedicata ad Antonino Burrafato assume un significato ancora più profondo.

Non è soltanto un segno di gratitudine verso un uomo che ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio. Diventa il simbolo di un cammino collettivo. Una strada fisica che attraversa il territorio e una strada ideale che attraversa le coscienze. Perché la memoria autentica non vive nei monumenti. Vive nelle scelte che una comunità compie ogni giorno. Vive quando una storia individuale riesce a trasformarsi in patrimonio condiviso. Vive quando il ricordo di una vittima innocente diventa occasione di crescita per chi non l’ha mai conosciuta. La targa che porta il nome di Antonino Burrafato resterà lì, lungo quella strada di Caccamo, a ricordare una vita spezzata dalla violenza mafiosa. Ma il desiderio della sua famiglia è che accanto a quel segno visibile possa nascere qualcosa di ancora più importante: una comunità capace di fare della memoria una responsabilità quotidiana e della legalità un impegno concreto. E forse il senso più vero di questa strada è proprio questo: non fermarsi a ricordare il cammino di Antonino Burrafato, ma continuare a percorrerlo.

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– Foto Burrafato –

(ITALPRESS).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 06 luglio 2026

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