"Hydra", davanti ai giudici avanzata eccezione di incompetenza territoriale: "Atti a Busto Arsizio"

Per i difensori, i fatti che vengono contestati si legano al territorio della provincia di Varese, non avendo connessione con quello di Milano. Sono stati soprattutto i legali dei gelesi ad avanzare la richiesta

30 aprile 2026 22:18
"Hydra", davanti ai giudici avanzata eccezione di incompetenza territoriale: "Atti a Busto Arsizio" - Per gli investigatori si tenevano veri e propri summit di mafia
Per gli investigatori si tenevano veri e propri summit di mafia
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Milano. Sono stati soprattutto i difensori dei gelesi coinvolti nella maxi inchiesta antimafia “Hydra”, oggi in udienza davanti al collegio penale del tribunale di Milano, a sostenere l'eccezione di incompetenza territoriale dei magistrati milanesi. Per le difese, infatti, gli atti vanno trasmessi al tribunale di Busto Arsizio, in provincia di Varese. I giudici si sono riservati di decidere su questa eccezione e su altre avanzate dai legali di quarantacinque imputati, tutti accusati di aver fatto parte di un sistema di mafia, incardinato in Lombardia. Tra gli imputati, che non hanno scelto riti alternativi, ci sono i gelesi Dario Nicastro, Fabio Nicastro, Francesco Nicastro e Rosario Bonvissuto, da tempo radicati nella provincia di Varese e nell'hinterland milanese. Per i difensori, i fatti che gli vengono contestati si legano al territorio della provincia di Varese, non avendo connessione con quello di Milano. Due fratelli Nicastro avrebbero preso parte ai summit di mafia monitorati dagli investigatori. Insieme a loro, i presunti vertici, in Lombardia, di Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra. Tra gli imputati, Paolo Aurelio Errante Parrino, legato al contesto di Matteo Messina Denaro e considerato vicino al mandamento trapanese di Cosa nostra; Santo Crea, indicato come esponente della ’ndrangheta; Giancarlo Vestiti, ritenuto un luogotenente della camorra. In abbreviato, davanti al gup del tribunale milanese, sono già state emesse più di sessanta condanne per altri coinvolti che optarono per il giudizio abbreviato. Il collegio penale deciderà sulle eccezioni nel corso della prossima udienza prevista a maggio. Dei gelesi, soprattutto dei fratelli Nicastro, hanno parlato i due collaboratori di giustizia William Cerbo e Francesco Bellusci (condannati in abbreviato), che hanno iniziato a raccontare i particolari dei rapporti criminali in Lombardia. Alla lista dei neo collaboratori di giustizia si è aggiunto Gioacchino Amico, considerato pienamente coinvolto nel sistema camorristico. Il verbale delle sue dichiarazioni è stato già prodotto dai pm della Dda di Milano. Aveva iniziato a parlare con i magistrati della Dda di Milano, che hanno coordinato l'inchiesta, anche Bernardo Pace, che però si è tolto la vita nel carcere di Torino, dove era ristretto. I pm invece si sono opposti alla costituzione, come parte civile, del Comune di Busto Arsizio, che si andrebbe ad aggiungere a quelle di altri enti comunali e associazioni antiracket. Per la procura, mancherebbe, nell'atto di costituzione, una presa d'atto effettiva della presenza mafiosa nel territorio di Busto. In dibattimento, i Nicastro e Bonvissuto sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Eliana Zecca, Danilo Tipo, Corrado Viazzo, Silvia Consonni, Francesca Cramis ed Emanuela Berardi.

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