Gli spari e la droga, abbreviato per gli imputati: tra le accuse il tentato omicidio
Prima degli spari ci sarebbe stato un alterco in un lido sul lungomare
Gela. Gli spari e il tentato omicidio di cinque anni fa ma anche lo spaccio di droga. Hanno scelto il giudizio abbreviato gli imputati coinvolti in un'inchiesta partita dal ferimento di un ventiseienne, Davide Raniolo, che nell'estate di cinque anni fa si presentò in ospedale, per le conseguenze riportate. Secondo gli investigatori, a sparare furono Enrico Nastasi e il figlio Orazio Nastasi, accusati di tentato omicidio. Anche Raniolo avrebbe avuto un'arma, spalleggiato da un altro coinvolto, Maikol Vella. Gli spari, ritengono gli inquirenti, sarebbero stati esplosi dopo un alterco in un lido, sul lungomare. Ci sarebbe stata una presunta ritorsione e poi il ferimento di Raniolo. I pm della Dda nissena contestano l'aggravante mafiosa. Aspetti che portarono ad altri approfondimenti e alle accuse legate alla droga, che sarebbe stata controllata dai Nastasi, attraverso Giovanni Nastasi. Tra gli imputati, Davide Sciandrello, accusato di aver preso parte all'acquisto di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. In aula, davanti al gup del tribunale di Caltanissetta, si tornerà a marzo. I coinvolti nell'indagine sono difesi dagli avvocati Dionisio Nastasi, Giovanna Zappulla, Salvo Macrì e Gaspare Ragusa.
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